Dopo il danno la beffa

Diurno di Genova, indagati per truffa i 4 dipendenti comunali: uno timbrava il badge per tutti video

La Procura di Genova aveva chiesto l'arresto, ma il gip ha respinto. Udienza al riesame il 16 aprile

Genova. Dopo il danno la beffa per il diurno di Genova di piazza De Ferrari. I quattro dipendenti comunali che dovevano gestire il diurno, oggi chiuso per ragioni di sicurezza in attesa di costosi lavori di manutenzione, in realtà, secondo la Procura di Genova anche quando era aperto a lavorare ci andavano ben poco.

Il sistema, ripetuto quasi quotidianamente, almeno in base alle indagini coordinate dal sostituto procuratore Federico Manotti, era semplice: uno di loro arrivava sul luogo di lavoro e timbrava il cartellino per tutti. Infatti i “badge”, anziché essere custoditi dai singoli dipendenti, venivano lasciati in una borsa a tracolla nei pressi della macchinetta che doveva certificare l’ingresso e l’uscita dei quattro comunali.

Attraverso l’osservazione diretta e il posizionamento di telecamere in un periodo di 25 giornate lavorative, la Procura ha certificato l’assenza per ciascun dipendente per un tempo che va dalle 46 alle 80 ore lavorative. Così per Floriana Ambrosetti, Lucio De Murtas, Rossana Magri e Maurizio Pastorino è scattata l’accusa di falso e truffa.

Non solo, la Procura di Genova aveva chiesto per loro la custodia cautelare agli arresti domiciliari contestando l’associazione a delinquere in quanto i quattro, tutti d’accordo (e unici lavoratori ad accedere al centro) si sarebbero organizzati sistematicamente per ‘evadere’ le ore lavorative, ma il gip Annalisa Giacalone ha respinto la richiesta. La procura ha fatto ricorso al tribunale del Riesame e il 16 aprile potrebbe scattare l’arresto.

L’indagine era partita da una segnalazione di un presunto giro di prostituzione all’interno del diurno.

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