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Lettere al direttore

Diaz, Silp Cgil: “Nel 2001 a Genova si tornò al Medio Evo”

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Genova. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo condannando l’Italia per la violazione dell’art.3 della convenzione sui diritti dell’uomo, per i comportamenti tenuti durante l’irruzione alla scuola Diaz nel 2001, conferma, se ce n’era bisogno, che a Genova nei giorni del G8 del 2001, il corto circuito istituzionale fu così grave che di fatto in quei giorni si tornò al Medio Evo!

L’enorme responsabilità che gravò sulla politica, per le evidenti scelte che ricaddero inesorabilmente sulla gestione dell’ordine pubblico, continua a colpire la nostra categoria a prescindere dalla rubricazione del reato perpetrato, perché la stessa politica dimostrò di non avere la forza di spazzare via i vertici di un Dipartimento della Pubblica Sicurezza che non seppe dire di no a quel disegno destabilizzante! Pertanto il problema fu e resta politico: non si tratta di andare ad individuare il tipo di reato, bensì bisogna aver la forza d’impedire che qualunque trattamento illecito non venga “trattato” come tale!

Ogni giorno in Italia e quindi anche a Genova, lavorano per la sicurezza e la democraticità del Paese migliaia di lavoratrici e lavoratori delle Forze dell’ordine e lo fanno convivendo con un senso di abbandono istituzionale.

Quei lavoratori non si vogliono sottrarre alle proprie responsabilità ma prima di essere coinvolti in prima persona, pretendono un repentino cambio di rotta sulla scelta di non voler investire con convinzione politica su percorsi istituzionali trasparenti e tale situazione continua a condizionare il proprio lavoro che a causa di carenze strumentali e formative li espone quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini.

Il Segretario Generale Silp Cgil Roberto Traverso