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Lettere al direttore

Diaz, Silp-Cgil: “Le parole di Tortosa uccidono la Polizia di Stato”

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Genova. Ma come si fa a non avere il sospetto che le assurde parole del “poliziotto” Tortosa siano state preconfezionate? Parole vergognose, “sapientemente” modificate in corsa, scaricandone i contenuti su altri “colleghi” presenti al macello! Un gioco subdolo, evidentemente studiato sul tavolo di un legale per far emergere, ancora una volta, quell’omertà che purtroppo fu l’elemento che permise ai veri “pochi” colpevoli di uscirne indenni! Si sta verificando proprio quello che avevamo previsto, ovvero la levata di scudi corporativa di un sistema che ancora una volta dimostra di perdere un occasione e che continua a mettere la testa sotto la sabbia.

Ma come è possibile che un dirigente di un sindacato possa arrivare a dire quello che ha detto contro la categoria senza che il proprio sindacato non lo cacci via a pedate? Forse perché il messaggio corporativo che vuol far passare quel sindacato ha una valenza contrattuale elevatissima nei confronti della propria contro parte, ovvero il Dipartimento della Pubblica Sicurezza? (altro motivo per cui insisto a sostenere l’inopportuna presenza del SILP CGIL all’interno di un Cartello Sindacale composto da certi sindacati). Se continueremo così non ne usciremo mai, il danno che subisce la nostra immagine è devastante e la responsabilità, anche questa, volta è collegata a scelte governative superficiali ed opportunistiche.

La ghiotta occasione offerta dalla sentenza di Strasburgo sulla Diaz, per accelerare sull’introduzione del reato di tortura, è stata utilizzata con il solito cinico dilettantismo al quale ci ha abituato la politica dell’ultimo ventennio. Ridicolo pensare di risolvere il caso G8 di Genova limitandosi a dichiarare: “De Gennaro lo difendo intanto risolvo tutto introducendo il reato di tortura”! Il Presidente del Consiglio con quella frase ha innescato la bomba corporativa all’interno della Polizia di Stato proprio quando si parla di Riordino delle Forze dell’Ordine, lasciando fuori dalla baraonda i Carabinieri…un caso? Direi proprio di no!

Se si comincia ad aprire gli occhi su quello che sta accadendo forse siamo ancora in tempo a salvare la Polizia di Stato e soprattutto il valore democratico che ha garantito al Paese dalla legge di riforma in poi. Per farlo bisogna che quella parte di categoria che si sente ancora “nel ventre della vacca” non possa più condizionare la parte sana della Polizia di Stato e l’unico modo per farlo è quello di dare segnali politici forti e inequivocabili.

Nel 2015 si parla ancora del G8 del 2001 perché il Paese ha dimostrato di non essere civile, perché il Capo della Polizia fu tenuto al suo posto! Questo corto circuito alimentò il “ventre della vacca”! Ecco perché un Paese civile adesso imporrebbe le dimissioni a De Gennaro dal vertice di Finmeccanica, quindi Renzi, difendendolo punta ad un riordino delle Forze dell’ordine organizzato per uno stato “incivile”

Roberto Traverso, segretario Generale Silp Cgil Genova