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Diaz, il Silp Cgil sul reato di tortura: “Un passaggio legislativo che dovrebbe essere fisiologico”

Genova. “Come era logico e prevedibile la sentenza di Strasburgo sui gravi fatti accaduti nella Scuola Diaz di
Genova durante il G8 del 2001 ha fatto concentrare l’attenzione sull’introduzione del reato di tortura in Italia.
Un passaggio legislativo che in un Paese che può contare su saldi equilibri etico sociali dovrebbe essere normale, fisiologico. Bisogna però tener conto di due elementi fondamentali che devono essere tenuti in considerazione
per rendere attuabile tale percorso”. Lo dice Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp Cgil.

“Prima di tutto occorre sanare dall’interno un Comparto Sicurezza (all’interno del quale troviamo il nostro Dipartimento della Pubblica Sicurezza ) che è ancora fortemente condizionabile dalle correnti politiche che sostengono le varie cordate che consentono le scalate al potere dei dirigenti e dei generali. Tale situazione non consente l’avvio di percorsi di rinnovamento interni che possano agevolare un repentino cambio di rotta verso la concreta assunzione di responsabilità dei vertici nei confronto dell’operato delle forze dell’ordine”, prosegue.

“In pratica si preferisce far finta di non vedere quei pochi ma gravi errori compiuti per evitare di riconoscere il totale fallimento organizzativo gestionale del sistema sicurezza italiano. Secondo punto fondamentale è quello legato al fatto che le forze dell’ordine italiane non sono sufficientemente tutelate dall’ordinamento giudiziario vigente – dichiara ancora – In altri stati europei, dove è stato introdotto il reato di tortura, le forze dell’ordine godono di equilibrate e necessarie forme di tutela giuridica per evitare di diventare oggetto di attacchi violenti che spesso degenerano in scontri altrettanto violenti”.

Il Silp auspica che il legislatore tenga conto di questi aspetti. “Anche per evitare che il forte fenomeno
corporativo che si è già innescato nelle caserme delle forze dell’ordine italiane non degeneri al punto di condizionare negativamente una categoria che da tempo ha dimostrato di poter contare su anticorpi che la stanno in qualche modo difendendo dal totale abbandono della politica dei governi che si sono succeduti nel tempo”, conclude Traverso.