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Crollo del cimitero della Biacca, la relazione dei carabinieri: nessun pericolo per le persone foto

Fascicolo verso l'archiviazione: il Comune aveva chiuso l'accesso all'area

Genova. Il muraglione del cimitero della Biacca a Bolzaneto, crollato durante l’alluvione del 15 novembre con la dispersione di decine di ossari e colombari, era pericolante da tempo e per questo l’area era chiusa al pubblico e transennata. Il Comune di Genova avrebbe dovuto effettuare lavori di manutenzione ma i lavori da fare erano tanti e alcuni più urgenti come quelli che hanno interessato l’ingresso del cimitero stesso.

Questo in sostanza spiega la relazione inviata dai carabinieri al sostituto procuratore Vittorio Ranieri miniati che aveva aperto un fascicolo per l’articolo 677 del codice penale, vale a dire “Omissione di lavori a strutture o edifici che minacciano rovina”, articolo oggi in gran parte depenalizzato ad eccezione del caso in cui l’eventuale crollo possa mettere in pericolo la vita delle persone.

Visto che la relazione inviata alla Procura dai carabinieri di Bolzaneto escluderebbe quest’ipotesi dal momento che l’area era inaccessibile al pubblico, è possibile che il fascicolo venga archiviato. Nel crollo del muraglione che di fatto era uno dei muri di cinta del cimitero, era stata creata una struttura ad hoc che conteneva 30 ossari e 36 colombari per un totale di 161 defunti.