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Città Metropolitana, Rossetti: “Serve chiarezza per cittadini e dipendenti” foto

Genova. “Il superamento delle province andava fatto tenendo in considerazione l’attribuzione e il mantenimento delle competenze. E invece, anziché i costi, si è finito per tagliare i servizi”. Così Pippo Rossetti al convegno organizzato giovedì dalla Uil presso il Salone del Consiglio provinciale di Genova. Tema dell’incontro la riorganizzazione amministrativa e della pubblica amministrazione, in seguito alla riforma che ha trasformato le province in enti di secondo livello e portato, a Genova, all’istituzione della Città Metropolitana. “Giusto eliminare sovrapposizioni che erano fonte di doppioni e quindi di sprechi, ma con la riforma della pubblica amministrazione abbiamo avvilito chi ci stava dentro – ha proseguito l’assessore regionale a Bilancio e Formazione –. Adesso è tempo di definire finalmente con chiarezza le competenze di ciascun ente, perché non è possibile lasciare nell’incertezza centinaia di lavoratori che, oggi, non sanno ancora come e dove verranno riallocati”.

“La Regione – ha ricordato Rossetti – ha fatto la sua parte provando, per quanto possibile in base alle risorse disponibili, a garantire i servizi, e dal 1 luglio si farà carico, tramite Arsel, di trecento dipendenti in uscita dalla vecchia provincia. Questo, però, implicherà una necessaria riorganizzazione degli stessi uffici regionali, un lavoro che andrà fatto di concerto con i sindacati e mettendo mano a processi e strutture. Quanto alla Città Metropolitana, è fondamentale stabilire quale sia il suo reale compito: creare sviluppo economico? erogare ulteriori servizi rispetto a quelli già garantiti? oppure dovrà avere principalmente una funzione programmatoria e di coordinamento per dare risposte “comprensoriali” e non più comunali?”.

“Questi – ha concluso l’assessore – sono gli interrogativi a cui oggi dobbiamo dare una risposta, per essere in grado di capire quali servizi saremo in grado di operare tra cinque anni, senza doppioni inutili e senza il peso della burocrazia. Altrimenti, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i cittadini, con i quali dovremo essere chiari sui servizi che potranno davvero aspettarsi dal nuovo ente; oltre agli stessi lavoratori, a cominciare dai funzionari della polizia provinciale, che meritano una risposta onesta rispetto al loro futuro impiego. Nell’immediato, invece, bisogna dare continuità ai servizi per l’impiego nei mesi di vuoto amministrativo che ci aspettano, con il passaggio dalla vecchia alla nuova giunta”.

E l’impegno con cui la Regione si sta facendo carico di questo delicato passaggio amministrativo, coinciso con la riforma delle province, è stato sottolineato anche dal segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, che nel suo intervento ha riconosciuto alla Liguria “il merito di essere stata una delle poche regioni ad avere affrontato il problema di come riallocare il personale in uscita dalle province”.