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Calcio, Eccellenza: “Cinque domande” al mister del Busalla, Gianfranco Cannistrà

In un triennio ha centrato la salvezza in Promozione il primo anno, la salita in Eccellenza il secondo ed ora il mantenimento della categoria.

Busalla.  Il Busalla, grazie alla doppia consecutiva vittoria con Molassana e Sammargheritese, è riuscito a ottenere una meritata salvezza, risultato che premia il progetto tecnico della società e del mister Gianfranco Cannistrà, basato sulla valorizzazione dei giovani della “cantera”… un programma che – in un triennio – ha permesso, dapprima, di centrare la salvezza in Promozione il primo anno, la salita in Eccellenza il secondo ed ora il mantenimento della categoria.

Soddisfatto mister ?

“Come potrei non esserlo ? Abbiamo lottato e sudato, ma la soddisfazione è doppia, perché – per il raggiungimento dell’obiettivo – sono stati determinanti proprio i giovani, quelli che rappresentano la base del nostro modo di proporre calcio”.

Ne vuoi citare qualcuno ?

“Per non far torto a nessuno, cito prima i più ‘sbarbati’’ e cioè i ’97 : il portiere Roncati (allenato a dovere da Sandro Campanelli) e Repetto e i ’96 Molon ed Ottoboni (ndr, figlio d’arte, il padre è stato per anni la bandiera della squadra valligiana), che hanno disputato un torneo sopra le righe… su di loro ripartirà la squadra del futuro”.

Il Busalla, autore di un girone di andata da protagonista (6 vittorie, 5 pareggi, 4 sconfitte, per un totale di 23 punti), ha subito un brusco calo di risultati nella seconda parte del campionato, centrando solo 2 vittorie (quelle decisive, citate all’ inizio), a fronte di 6 pareggi ed altrettante sconfitte, per un totale di 12 punti conquistati… quali sono stati i motivi ?

“Il paradosso è che ce la siamo sempre giocata con tutti… solo che all’andata gli episodi giravano a favore, mentre nel ritorno è avvenuto l’esatto contrario. La squadra ne ha risentito ed ha fatto fatica a vincere quelle 2/3 gare, che ci avrebbero permesso di salvarci in anticipo”.

Forse è mancato uno stoccatore alla Cannistrà ?

“Gli attaccanti da doppia cifra sono merce rara e chi li ha se li tiene stretti; noi abbiamo realizzato 32 reti (15 in casa, 17 fuori), senza dipendere da un solo giocatore, tanto che il nostro miglior realizzatore è stato Stefano Cagliani, autore di 5 reti”.

Cannistrà, da giocatore, ha un passato nelle giovanili del Genoa, dopo di che ha giocato a lungo nell’Audace Campomorone, in Piemonte nel Libarna, poi con Busalla, San Cipriano ed Isoverde e prima di rispondere alla nostra ultima domanda vuole “ringraziare tutto l’ambiente bianco-blu e in particolare il preparatore dei portieri, Sandro Campanelli, gran lavoratore, nonché uomo di spogliatoio ed il preparatore atletico, Simone Bottaro, con il quale è un piacere lavorare in perfetta sintonia”.

Mister, il prossimo anno ti vedremo nuovamente a condurre la squadra del team manager Aldo Mignacco ?

“Penso proprio di si… Busalla è un’isola felice, la società, seria ed organizzata, consente di operare in armonia e serenità con l’intero ambiente, cui – del resto – sono molto legato… insomma ci sono le basi ideali per ottenere risultati in linea con gli obiettivi e le disponibilità messe a disposizione”.