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Banca della Terra: da Città Metropolitana e Comune di Genova 1.400 ettari per l’agricoltura

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Provincia. Fasce, terreni e boschi per attività rurali e agro-forestali, zone a prato per il pascolo e l’allevamento del bestiame, aree dei parchi urbani compatibili con le attività agricole, dal Ponente al Levante del Comune di Genova per 1.187 ettari complessivi e poi boschi, pascoli, prati e terreni coltivabili nel territorio della Città metropolitana per altri 206 ettari, da Cogoleto alla Val d’Aveto, da Sestri Levante a Moneglia.

Sono i terreni non utilizzati nel patrimonio del Comune e della Città metropolitana di Genova che i due enti locali, i primi in Liguria, mettono a disposizione della Banca della Terra istituita dalla Regione per rilanciare le attività agricole e favorire la salvaguardia dei territori rurali. Con specifici provvedimenti, della giunta comunale e del sindaco metropolitano Marco Doria, i due enti mettono a disposizione della Banca della Terra, coordinata dall’assessorato regionale all’agricoltura, quasi 1.400 (1.383) ettari di terreni da inserire nella base dati informatica della Banca regionale, accessibile al pubblico, con le coordinate catastali, caratteristiche e altre informazioni. Il Comune (che per rilanciare l’agricoltura ha anche affidato oltre 38 ettari di orti urbani ai cittadini) e la Città metropolitana potranno così, attraverso la Banca, far gestire o trasferire a chi sarà disposto a recuperare e coltivare per produzioni agricole e forestali i loro terreni non utilizzati.

“L’inserimento dei primi elenchi dei terreni – dice il sindaco Marco Doria – è un segnale importante per promuovere il recupero produttivo di molte aree a vocazione agricola e forestale non più utilizzate, favorendo anche il presidio e la salvaguardia del territorio rurale e montano e la prevenzione del dissesto e degli incendi boschivi, in coerenza con le finalità della Banca della Terra”.

Gli obiettivi della Banca, istituita con la legge regionale 4/2014 e coordinata dall’assessorato all’agricoltura, sono infatti quelli di creare le condizioni per il rilancio agricolo e la salvaguardia del territorio rurale e montano e di costituire, anche attraverso l’aumento delle superfici agricole aziendali, unità produttive più ampie ed efficienti che possano avere effetti positivi per l’occupazione. La Banca della Terra offre supporto a tutti coloro (enti pubblici e privati) che vogliano cedere a terzi la gestione o il possesso di terreni agricoli e forestali per il loro recupero, agevola chi intenda coltivarli e recuperarli e promuove e favorisce anche la costituzione dei consorzi agro-forestali.

“Auspichiamo che l’esempio del Comune e della Città metropolitana – dice Alfonso Gioia, consigliere metropolitano delegato al patrimonio – sia seguito da molti Comuni del territorio che, oltre a mettere a disposizione della Banca della Terra aree e superfici agricole proprie, potrebbero diffondere e promuovere l’iniziativa tra i loro cittadini”. Tra le superfici agricole messe a disposizione dal Comune di Genova ci sono oltre 9,5 milioni di metri quadrati nelle Comunaglie di Voltri, nel territorio del Parco del Beigua, appezzamenti nelle Comunaglie di Pra, Pegli, Sant’Ilario, terreni sulle alture della Val Bisagno, della Val Polcevera, del Centro Ovest e del Medio Levante. Per la Città metropolitana quasi 1,5 milioni di metri quadrati della vasta area di Vallegrande, acquistata negli anni ’90 per sottrarla ai rischi di speculazioni edilizie, l’estesa faggeta di Fontana Merello in Val d’Aveto, le zone a prato e bosco sulle alture di Cogoleto (Villa Beuca e Pratozanino) residuo di antiche competenze provinciali sugli ospedali psichiatrici e le zone boscate limitrofe alla ferrovia a Ponzerone nel territorio di Moneglia.

“È un atto davvero importante – dicono all’assessorato all’agricoltura della Regione – quello del Comune di Genova e della Città metropolitana che credono concretamente nel progetto della Banca della Terra promossa da questo assessorato per recuperare, salvaguardando il territorio e incrementando le attività produttive agricole, i terreni abbandonati, in parte causa del grave dissesto idrogeologico ligure. L’impegno del Comune e della Città metropolitana rafforza la nostra idea di recupero e valorizzazione del territorio e la speranza che da tutti i Comuni arrivino nuovi elenchi e nuove disponibilità per il bene di questa terra”.