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Album dei ricordi blucerchiati”: Graeme Souness, “Charlie Champagne”

Un uomo duro, con il delicato tocco di un violinista

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Genova. Seduto su uno scoglio di granito, levigato dal vento e dal mare, sto guardando un paio di pescatori, che hanno buttato le lenze in un mare tanto cristallino, come non si vede nemmeno nei dépliant pubblicitari… stanno parlando del loro nonno, che – con un “gozzo” – è scappato dai rastrellamenti, durante l’ultima guerra e raggiunto, a remi, la Corsica, partendo proprio da lì… da Sant’Andrea, il punto più a ponente dell’Isola d’Elba.

Seguo affascinato il racconto, ma ho un testa un “chiodo fisso” : riuscirò, in serata, a trovare un televisore per godermi la finale di andata della Coppa Italia ‘84/85, fra Milan e Sampdoria ?

Sono i due isolani, a fornirmi la soluzione… c’è un bar, a Marciana Alta, appollaiata su un costone di roccia, dove mi è possibile vedere la partita… quasi un derby britannico, visto che i giocatori più rappresentativi sono Wilkins e Hateley per i rossoneri e Francis e Souness per il blucerchiati.

E’ proprio l’highlander scozzese a dare il via alle danze, con la rete della vittoria, che verrà bissata a Genova, nella gara di ritorno, da Mancini e Vialli (inutile il goal di Virdis)…

Quanto mi piace quell’angolo d’Elba… è in quel bar, a distanza di tre giorni, che assaporo la prima gioia di tanti tifosi sampdoriani : la vittoria di qualcosa di importante… l’inizio di un ciclo prestigioso ed emozionante.

Quale miglior “skipper”, di Graeme Souness, poteva scegliere Paolo Mantovani ?

Soprannominato, da giovane, ai tempi di Middlesbrough, “Charlie Champagne” (mentre sarebbe stato più opportuno definirlo il “duro di Broomhouse”, periferia di Edimburgo), Souness dà ampio saggio delle sue qualità di “condottiero” nel Liverpool, che – in sei anni, da capitano – porta a vincere ben quindici trofei. Un ruolino di marcia davvero impressionante, in cui spiccano 5 scudetti, 4 Coppe di Lega, 3 Charity Shields e 3 Coppe dei Campioni… l’ultima delle quali, vinta contro i giallorossi allo Stadio Olimpico di Roma, è proprio l’ultima partita giocata con i “reds” … questo è l’uomo scelto dal “presidentissimo” Mantovani… una “chiave di volta”, in un momento in cui sembra che i diritti, acquisiti sul terreno di gioco, possano avere la meglio su ogni altro interesse… e infatti è anche l’anno in cui il Verona di Bagnoli, Elkjaer, Briegel, Garella e Fanna si laurea “Campione d’Italia”.

Del resto, Charlie ci ha messo poco a “prendere in mano” la squadra e a diventare un beniamino della tifoseria… alla prima gara stagionale di campionato, si è presentato con un siluro dalla distanza, che ha messo sotto la Cremonese, ospite a Marassi.

Ma non è “far goal” il suo pezzo forte… bensì il il carisma che sprigiona in ogni movimento… la palla fra i suoi piedi è “come in banca”, non c’è scippatore in grado di scardinargliela… sono molti gli aneddoti di scontri con i “mastini” avversari, ma nessuno ha visto Souness soccombere… insomma in Britannia l’hanno definito “un orso d’uomo, con il delicato tocco di un violinista”.

Stiamo parlando di un leader formidabile, che – a quattordici anni – non si è spaventato nel giocare, con i ragazzini dell’Hibernian, a Wembley, dove – sciorinando spavalderia – non ha perso l’occasione di farsi notare dai tecnici del Tottenham e dare il via a una brillante carriera, che (chiusa in patria, coi Ranger Glasgow) l’ha fatto entrare nella Hall of Fame della Merseyside e nel Museo delle Cere di Londra, il Madame Tussauds… come non mettere una sua foto nel nostro “album dei ricordi blucerchiati” ?