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Una discarica dietro la “riqualificazione ambientale”, tra gli indagati anche il sindaco di Castiglione Chiavarese

Negli ultimi 20 anni l‘impresa Neve aveva cercato di farsi approvare la realizzazione di una discarica

Castiglione Chiavarese. Sono 8 gli indagati per per abuso edilizio, falso e violazioni di norme in materia ambientale, tra cui anche il sindaco Giovanni Collorado, anche componente della Commissione edilizia comunale.

Insieme a lui sono finiti nei guai anche Gianni Peruggi, presidente della Commissione edilizia e paesaggistica comunale; Giacomo Bregante, geometra, componente della Commissione edilizia e responsabile, all’epoca dei fatti, dell’ufficio comunale sportello unico per l’edilizia; Daniele Granara, commissario e componente della Commissione edilizia e paesaggistica comunale; Paolo Neve, committente delle opere e amministratore unico della Neve srl; Luigi Neve, proprietario dei terreni sequestrati; Gabriella Maria Innocenti, capofila dei progettisti incaricati dalla Neve srl; Cristiano Riccamboni, direttore dei lavori incaricato da Neve srl.

Ad attirare l’attenzione della Procura di Genova è stato un sito di stoccaggio di inerti in val Petronio, località Gavornie, dove lo scorso anno il Comune ha autorizzato l’attività dopo il parere della commissione paesaggistica.

In particolare, nell’aprile 2014, è stata autorizzata dal Comune di Castiglione la realizzazione di una “riqualificazione ambientale”, consistente nell’eliminazione dell’attuale bosco e contestuale abbancamento di oltre 430.000 metri cubi di materiali di scavo. In una convenzione stipulata tra l’impresa privata che realizza le opere e il Comune, è anche prevista, per la ditta, la possibilità di realizzare una struttura turistico-sportiva.

Negli ultimi vent’anni e nello stesso luogo, l‘impresa Neve di Sestri Levante aveva cercato di farsi approvare, senza successo, a causa dei vincoli urbanistici ed ambientali esistenti, la realizzazione di una discarica per inerti. Dopo l’ultimo tentativo rigettato da Provincia e Regione, risalente al 2004, il progetto è stato ripresentato, con modifiche minimali, nel 2010 ridenominandolo “riqualificazione ambientale” e quindi evitando tutte le procedure di autorizzazione necessarie per la realizzazione di una discarica, assai più complesse ed onerose di quelle poste in essere e da estendersi anche ad enti esterni al Comune, quali Provincia e Regione.

Nella giornata di ieri, però, cinquanta uomini del Corpo Forestale dello Stato di Genova, Alessandria, Spezia, Savona e Imperia, con la collaborazione dei tecnici del Compartimento della Polizia Postale di Genova, hanno eseguito i mandati di perquisizione e sequestro della Procura della Repubblica di Genova. Sono state perquisite abitazioni, studi professionali ed uffici pubblici e sequestrati documenti cartacei ed informatici. Su disposizione del GIP del Tribunale di Genova, è stata anche sottoposta a sequestro preventivo tutta l’area.