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Firmano solo faisa e cisl

Trasporto pubblico, siglato accordo sul fondino ma il fronte sindacale si spacca: 18 giorni di tempo per gli accordi aziendali

Da lunedì via alla trattativa aziendale. La Faisa: "Chi non ha firmato si ravveda e si sieda al tavolo con noi nell'interesse di tutti i lavoratori"

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Regione. E’ stato siglato questa mattina l’accordo tra Regione Liguria, i 4 Comuni capoluogo, la città metropolitana, le Province della Spezia, Savona e Imperia e le organizzazioni sindacali Faisa Cisal e Fit Cisl per le modalità di utilizzo, da parte delle aziende di trasporto, delle risorse stanziate dalla Regione Liguria per l’esodo anticipato dei dipendenti. L’accordo stabilisce le modalità di riparto del fondo del valore di circa 10 milioni, tra le aziende e i criteri dell’esodo che dovrebbe coinvolgere circa qualche centinaio di lavoratori. E’ stato stabilito che il fondino verrà gestito dall’agenzia regionale per il Tpl alla quale le aziende, entro il prossimo 31 marzo, dovranno inviare un piano aziendale apposito in sintonia con i le indicazioni e criteri dell’accordo.

“Come avevamo detto questo accordo sarebbe stato firmato con la Regione solo nel momento in cui gli enti locali della Liguria si fossero impegnati a costituire un Ati per partecipare insieme alla gara – spiega Andrea Gatto, segretario nazionale di Faisa Cisal – e questa mattina il sindaco di Genova Marco Doria è arrivato con un lettera sottoscritta da tutti gli enti locali e per noi è una garanzia sufficiente per poter accedere a questo fondino in modo da evitare che queste risorse ingenti fossero dirottate altrove” Ora il tutto viene demandato agli accordi aziendali dove sarà definito anzitutto chi va in pensione perché l’accordo prevede la volontarietà, il fatto che in pancione potranno andare non solo gli impiegati ma anche gli autisti e gli operai, Viene inoltre prevista “una clausola di garanzia che prevede che se per caso durante il periodo di prepensionamento ci fosse una qualche riforma peggiorativa sul modello della riforma Fornero l’agenzia si è impegnata a garantire la continuità del reddito a questi lavoratori”. Anche le modalità per le nuove assunzioni saranno demandate agli accordi aziendali così come le modalità cui cui le azienda potranno incrementare la loro efficienza. Il tutto sarà infine sottoposto a un referendum dei lavoratori. “Invitiamo la Filt Cgil, la Uiltrasporti e l’Ugl a riconsiderare la loro posizione – dice Gatto – nell’interesse esclusivo dei lavoratori e a sottoscrivere l’accordo regionale in modo da sedersi con noi al tavolo aziendale e tutti insieme rappresentare con più forza i lavoratori nei confronti dell’azienda”.

Non ci sarà alcun accordo sindacale che preveda un aumento dei carichi di lavoro per gli autisti conferma la Faisa: ““abbiamo detto e confermiamo che non siamo disponibili in questa fase ad aumentare l’orario degli autisti. Per quanto riguarda tutte le altre attività, dalla sovrapposizione di linee alla razionalizzazione della rete alla possibilità di dare in connessione qualche linea a bassissimo contenuto di utenza, siamo disposti a inserirli nell’accordo aziendale. Poi saranno i lavoratori a dirci se questo accordo va bene oppure no”. I tempi intanto stringono perché l’accordo firmato oggi prevede che entro 18 giorni ogni azienda presenti un piano supportato dagli accordi sindacali per poter accedere al fondino. Se non ci sarà accordo non ci sarà la possibilità di utilizzo degli ammortizzatori e nemmeno di accedere al fondino.

“Siamo soddisfatti per l’accordo raggiunto con la Regione – aggiunge Antonio Vella Fit Cisl – al quale abbiamo lavorato per mesi. Auspichiamo che si concretizzino aspetti positivi al momento della costituzione dell’ati per partecipare alla gara, e invitiamo Filt, Uiltrasporti e Ugl a riconsiderare la loro posizione rientrando nell’accordo regionale”.

Diverso il giudizio da parte dei sindacati “dissidenti”. “Abbiamo deciso di abbandonare il tavolo della trattativa perché non abbiamo avuto la garanzia da parte degli enti locali sulla costituzione dell’ati, l’associazione temporanea di imprese che consentirebbe a tutte le realtà liguri di partecipare alla gare e, quindi, con i presupposti di vincerla mantenendo le aziende pubbliche” spiega Antonio Cannavacciuolo di Uiltrasporti. “Noi siamo favorevoli al fondino – continua Cannavacciuolo – ma siccome sarà ogni singola azienda a decidere come usare i soldi e li nascono i problemi perché si parla di modifiche del l’orario di lavoro, esternalizzazione di alcune linee, e rivedere le condizioni normative del personale, tutte cose per le quali non abbiamo avuto il mandato dei lavoratori”.

Ai sindacati che hanno interrotto le trattative, infatti, non basta la lettera dei sindaci che, in serata, era stata annunciata. “La lettera non ci basta perché abbiamo sempre avuto problemi con gli enti, che si sono dimostrati poco affidabili sugli impegni – spiega Andrea Gamba, segretario di Filt Cgil Genova – noi avevamo chiesto che si siglasse un accordo con gli enti, esclusa la Regione, con l’impegno politico alla creazione dell’Ati. Noi abbiamo registrato una non volonta’ da parte della politica, tutte le lettere sottoscritte, per noi sono carta straccia, sono impegni ma non accordi siglati dalle parti e, quindi, non hanno alcun valore”.

Tra i temi al centro delle preoccupazioni dei sindacati anche quello legato al personale che resterà nelle aziende. “Chi rimane non deve essere gravato da carichi di lavoro superiori – sottolinea Silvio Firpo, dell’Ugl – da modifiche delle normative, sopratutto per il personale viaggiante. Qualcuno ha voluto proseguire la trattativa slo sul fondino, che è’ importante ma lascia risposte disattese per chi rimane in azienda”.

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