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Lo strappo

Terremoto in Ucina: in dieci lasciano l’associazione

Salone nautico 2012

Genova. Dieci aziende hanno deciso di uscire da Ucina Confindustria nautica affermando di non sentirsi rappresentate. Un gesto di particolare gravità afferma Ucina in una nota in cui annuncia che Lamberto Tacoli ha ritirato la candidatura alla presidenza. Le aziende sono: Apreamare, Arcadia Yachts, Azimut Benetti, Baia, Crn, Ferrettigroup, Maltese spa, Marina di Varazze, Mase Generators, Salpa. “Il gesto, che vorrebbe essere clamoroso – risponde Ucina – sorprende nelle motivazioni. In un momento in cui le aziende di tutto il mondo fanno gruppo e sistema non si capisce come, a pochi giorni da un momento dove si poteva ricostruire l’unità associativa, per ragioni incomprensibili o protagonismi personali sia stata presa la decisione di danneggiare in modo aprioristico e consapevole un’Associazione consolidata e rappresentativa degli interessi generali e non individuali del mondo della nautica”.
Secondo Ucina, la scelta “è stata azionata nel momento in cui le imprese recedute si sono rese conto che il loro candidato non avrebbe raccolto i consensi necessari”. Ucina ricorda che il consiglio direttivo dell’associazione aveva raccolto tramite i saggi le manifestazioni di voto dei soci che si erano espressi per il 70% a favore di Carla Demaria (Montecarlo Yachts) e per il 15% a favore di Lamberto Tacoli, del gruppo Crn (15%). Nonostante ciò aveva deciso di presentare le due candidature all’assemblea.
Per Ucina infine “non è rilevante l’osservazione secondo cui il candidato Carla Demaria sia manager di un importante gruppo straniero, essendo già presente in consiglio come presidente e socia di un cantiere di diritto italiano che produce in Italia imbarcazioni di disegno italiano, con una struttura di oltre 300 dipendenti e un fatturato che la colloca entro i cinque maggiori produttori nazionali.