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Serie A2, “pazza” aLmore Genova: rimonta dal -15, poi spreca tutti negli ultimi secondi risultati

Duri i commenti post partita di coach Grandi e del presidente Besana

Genova. Al termine dell’incontro coach Andrea Grandi non sa se essere più imbufalito o sconfortato. “Abbiamo disputato i 20 minuti centrali dell’incontro in modo sconcertante in attacco, con soli 6 punti nel secondo periodo e addirittura solo tre nel terzo periodo – dice -. Siamo però riusciti a limitare i danni, contenendo nei limiti del possibile anche il loro attacco. Nell’ultimo periodo abbiamo concordato una modifica al nostro attacco, la squadra ha seguito fedelmente le indicazioni che si sono rivelate particolarmente efficaci”.

Eravamo riusciti a recuperare dal -15 e ad avere a 24 secondi dal termine, sul -1, il possesso per completare una rimonta che sarebbe stata esaltante – prosegue -. Nel time-out abbiamo ipotizzato un tipo di attacco che prevedeva una soluzione ben precisa negli ultimissimi secondi. L’indicazione è stata totalmente disattesa, con una forzatura a 15 secondi dal termine che per giunta si è trasformata in una palla persa letale, che ha riconsegnato la partita alle nostre avversarie… Sono leggerezze che non giustifico nemmeno con la tensione del momento; posso giustificare e comprendere qualunque errore, purché nel rispetto delle indicazioni date alla squadra, Così, a caldo, lo vivo alla stregua di un ‘tradimento’…”.

La situazione cui fa riferimento il coach rosanero fotografa in modo impietoso l’incontro delle sue ragazze. Dopo essere scese fino al massimo svantaggio (23-38 al 33°) le genovesi riescono improvvisamente a cambiare ritmo alla partita; Costa e la capitana De Scalzi non ci stanno a perdere e, con 6 punti a testa, in sei minuti, operano un pesante 12-0 di parziale che tramortisce le avversarie, le quali sembrano incapaci di reagire e destinate a soccombere.

A 24 secondi dal termine, sul 35-38, l’occasione per dare la svolta definitiva all’incontro: Nene Diene, fino a quel momento impalpabile in attacco (due soli punti al 2° minuto), subisce fallo e grazie al bonus può battere due tiri liberi che, in conseguenza del fallo tecnico comminato alla panchina vicentina, diventano tre, con l’aggiunta del possesso di palla: un’occasione ghiotta ed irripetibile. L’ala rosanero sbaglia però il secondo tiro libero e quello successivo porta l’aLmore Genova sul -1, 37-38 (break complessivo 14-0).

Come detto, Grandi chiama time-out per consentire alla squadra di riordinare le idee e provare con l’ultimo possesso il definitivo sorpasso. Alla ripresa del gioco, però, lo schema d’attacco prende un’altra direzione; Nene Diene, dopo soli 9 secondi, forza una soluzione “uno contro tutti” con conseguente palla persa. Inevitabile il ricorso, da parte di entrambe le squadre, al fallo sistematico: le vicentine Martelliano e Prospero e la rosanero Costa non sbagliano un colpo dalla lunetta, il tiro da tre di Carbonell dalla lunga distanza a fil di sirena si spegne sul ferro. La Velco Vicenza ringrazia e conquista i 2 punti.

Resta incomprensibile la soluzione scelta per l’ultimo possesso: anche in caso di sorpasso le vicentine avrebbero potuto contare su una discreta manciata di secondi per il “loro” ultimo possesso, ma tant’è, questo è quello che è accaduto sul campo e lo sconcerto prevale anche nelle parole del presidente Carlo Besana.

La sconfitta in sè non cambia nulla nel nostro campionato – afferma -, è la modalità che cambia sicuramente qualcosa nelle mie personali valutazioni. Ho sempre riconosciuto alla squadra le attenuanti derivanti dall’infortunio occorso a Visconti così come oggi il problema che ha bloccato Chiara Principi dalla metà del terzo quarto ha inciso non poco”.

“Però non posso tollerare, ed il termine non è improprio, che una squadra di Serie A2, sia pure incompleta, possa produrre solo tre punti in un intero periodo, pur con tutto il rispetto dovuto alle nostre avversarie. La squadra che ha realizzato la miseria di 21 punti in 30 minuti è la stessa che poi ne realizza 18 negli ultimi sei… salvo poi gettare al vento la possibilità di una vittoria che, pur non cambiando nulla al nostro campionato, sarebbe stata sicuramente un’iniezione di entusiasmo per tutto l’ambiente. Se a commettere errori incomprensibili, e non parlo solo dell’ultimo possesso, fossero ragazzine alle prime armi me ne farei una ragione, così è invece molto più difficile e per me inaccettabile. Per onestà intellettuale, sottolineate le attenuanti, che ci sono, devo necessariamente sottolineare anche le inadeguatezze che emergono sempre più evidenti in giocatrici che hanno un unico alibi – conclude Besana -: a sceglierle, la scorsa estate, siamo stati noi“.

Il tabellino:
aLmore Genova – Velco Vicenza 39-42
(Parziali: 12-10; 18-22; 21-32)
aLmore Genova: Bozic 2, Varoli ne, Carbonell 9, Bianchino, Diene 4, Vanin, Battifora ne, Facchini ne, Sansalone ne, Principi 2, De Scalzi 10, Costa 12. All. Grandi, ass. Brovia.
Velco Vicenza: Camazzola, Fietta ne, Colombo 4, Martelliano 8, Scaramuzza 4, Solè Anglada, Pieropan 6, Benko 10, Prospero 10, Corà ne, Zuin. All. Barbiero.
Arbitri: Poletti (Lambrugo) e Mignogna (Milano).