Regione, domani in aula proposta Pd per abolire il listino - Genova 24

Regione, domani in aula proposta Pd per abolire il listino

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Regione. “La nostra è una proposta equilibrata che abolisce il listino, introduce la doppia preferenza di genere e dà la certezza alla coalizione vincente, qualunque sia, di poter governare, grazie a un premio di maggioranza. Chiediamo alle altre forze politiche di valutare questa proposta con attenzione e di votarla, preferendo l’interesse generale al proprio interesse di bottega”. Così Nino Miceli, Capogruppo PD in Regione, sulla proposta di legge elettorale regionale avanzata dal PD, che ha raccolto 19 voti in Commissione e che domani verrà portata in Consiglio Regionale.

“Per il bene della Liguria – prosegue Miceli – chi vincerà le elezioni dovrà essere in grado dal giorno stesso di governare senza perdere troppo tempo in estenuanti trattative per formare maggioranze diverse da quelle consegnate dal voto popolare. Ecco perché proponiamo un premio di maggioranza, peraltro molto calmierato, che assegna 16 consiglieri alla coalizione vincente che prende meno del 40% dei voti, 17 consiglieri se i voti sono tra il 40 e il 50% e 18 consiglieri se viene superato il 50%”.

“Siamo per l’abolizione del listino e infatti con la nostra proposta il listino viene abolito – continua il Capogruppo PD – introducendo la doppia preferenza di genere per riequilibrare la presenza in Consiglio tra donne e uomini, dato che il listino nei fatti era servito anche a questo. Peraltro, l’articolo in cui viene prevista l’introduzione della doppia preferenza di genere ha ottenuto una maggioranza più larga, 22 voti, rispetto a quello che contiene la proposta di abolire il listino, che ne ha raccolti 19. Questo prova che non è vero, come sostiene il centro-destra, che una proposta più articolata sia più difficile da approvare. Anzi”.

Conclude Miceli: ”Siamo convinti della bontà della nostra proposta e che la modularità del premio di maggioranza che proponiamo di introdurre, molto simile a quello in vigore in Emilia-Romagna, risponda alle indicazioni della Corte Costituzionale e ci metta quindi al riparo da possibili impugnazioni”.