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Regione, Della Bianca: “Legge anti-Uber solo per prendere i voti dei tassisti”

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Regione. “Per garantirsi i voti dei tassisti, lo scorso 25 marzo in Commissione Bilancio, ha inserito in una legge piena di numeri e di tabelle, alcune norme attraverso le quali ha modificato la disciplina regionale in materia di trasporto pubblico non di linea. Solo io e il consigliere Barbero abbiamo votato contro a tali disposizioni che dichiarano fuori legge un servizio innovativo come Uber e non solo, pensiamo ad esempio ai noleggi. Tale norma è stata fatta per proteggere e blindare la categoria dei tassisti ma irrigidendola, si creeranno problemi per tutti e alla lunga anche per i tassisti stessi”.

La consigliera regionale del Gruppo Misto Raffaella Della Bianca polemizza sulla decisione della Giunta di adottare una legge regionale per limitare il servizio di trasporto privato e nello specifico il servizio di Uber Pop (tramite smartphone chiunque può cercare un autista disposto ad accompagnare il richiedente a destinazione per un compenso che di solito è sensibilmente inferiore a quello richiesto dai taxi).

“Per proteggere e blindare la categoria dei tassisti – spiega -, che vedrebbero la loro licenza, pagata profumatamente, diventare pressoché inutile, oltre a perdere lavoro per la presenza di un maggior numero di auto presente sul territorio, la Giunta, prima in Italia, ha però adottato una legge che vietando il servizio Uber presenta dubbi costituzionali poiché tocca il tema della concorrenza, che è riservato alle leggi statali ed europee e che quindi può essere impugnata. Gli utenti hanno il sacrosanto diritto ad avere un servizio ulteriore e più economico. Inoltre non si capisce la necessità di obbligare i noleggiatori con conducente a trovarsi fisicamente in rimessa all’atto di ricevere una prenotazione per la settimana successiva, costringendoli a rinunciare alla tecnologia semplice di uno smartphone. Quindi se un noleggiatore riceve una telefonata quando non si trova in rimessa non può prendere la prenotazione. Roba dell’anteguerra forse tutto sarebbe più semplice se si lavorasse sulla riduzione delle tariffe”.

“Questo settore – ribadisce la consigliera – non è di competenza locale ma è una questione nazionale. Il rischio che l’iniziativa legislativa ligure per garantirsi i voti di una categoria in realtà finisca per penalizzarla”.