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Porto di Santa Margherita, scelto il progetto di Volpi: scoppiano le prime polemiche foto

"una decisione che scontenta la città e anche gli imprenditori"

Santa Margherita. La decisione sulla riqualificazione del porto è arrivata. Dopo un’attenta analisi, l’amministrazione ha individuato nell’elaborato presentato da Santa Benessere & Social quello che “soddisfa in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica del territorio, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alla sicurezza della navigazione, a cui il Sindaco ha aggiunto anche il criterio della salvaguardia della cultura e delle tradizioni”.

Sarà quindi quello di Volpi il progetto che verrà presentato dal Comune alla Conferenza dei Servizi dell’11 marzo. “È stato un lavoro attento, complesso, ponderato, soprattutto per equilibrare gli interessi di tutta la cittadinanza con quelli di privati a cui va riconosciuto il merito di investire a Santa Margherita Ligure in un periodo non certo ottimale per l’economia nazionale, tanto meno nel settore della nautica – dichiara il sindaco Paolo Donadoni – Quando siamo entrati in carica abbiamo trovato due progetti per riqualificare il porto e un procedimento in fase già avanzata. Eravamo chiamati a decidere e abbiamo deciso. Ma prima abbiamo studiato i progetti in maniera approfondita e con senso di responsabilità”.

“E, soprattutto, con un’idea precisa di quale porto volevamo per la nostra città. Abbiamo quindi stabilito delle prescrizioni da rispettare (frutto delle osservazioni presentate; dei suggerimenti di associazioni, operatori, cittadini; dei confronti all’interno della Maggioranza dei gruppi ‘Donadoni Sindaco’ e ‘Gente per Santa’; del confronto con i gruppi di Minoranza) che sono per noi valori che costituiscono punti fermi. Stiamo scrivendo una storia nuova di Santa Margherita Ligure che guarda al futuro tutelando però i valori paesaggistici e culturali del nostro territorio. Ritengo che sia una soddisfazione condivisa, sia dai cittadini sia dal proponente, realizzare il miglior porto possibile. Abbiamo lavorato in questa direzione”.

“Per molti questo momento è visto come la fine di un iter – prosegue l’assessore ai lavori pubblici Linda Peruggi – in realtà si tratta dell’inizio. Nel momento in cui anche la Conferenza dei Servizi dovesse confermare l’indirizzo dell’Amministrazione Comunale di ammettere alla fase successiva della procedura il progetto di Santa Benessere & Social, questi dovrà presentare un progetto definitivo che dovrà tenere conto delle nostre prescrizioni e compiere nuovamente l’iter approvativo. Diciamo che siamo circa a metà. In questi quasi quattro anni la pratica ha assorbito molte energie degli uffici comunali competenti che ringrazio per la collaborazione e il lavoro svolto”.

Ecco in sintesi le prescrizioni dell’amministrazione: La Casa del Mare verrà ristrutturata ma resterà pubblica; il Castello verrà ristrutturato ma resterà pubblico; la Pescheria resterà pubblica; gli ormeggi per i Transiti sul Porto resteranno pubblici; aumenterà la quota di spiaggia pubblica; nessuna soffolta di scogli a vista; Diminuzione dell’allungamento del Molo Maloncello; Diminuzione della lunghezza del primo molo di banchina Sant’Erasmo; Diminuzione delle volumetrie e delle altezze del nuovo costruito nel retroporto; Per il costruito del retroporto materiali, colori e stili coerenti con la specificità della zona (si citano ad esempio l’Hotel Miramare e il Condominio in Calata Porto civico 10); Vincoli per creare possibilità di impiego per la popolazione locale nelle nuove attività; Spazi lavorativi anche a favore delle categorie svantaggiate.

E ancora: Auspicio per l’individuazione di un locale adeguato a diventare centro eventi; Diminuzione della durata della concessione a 35 anni anziché 50; Tutela di tutte le associazioni; Tutela della flotta peschereccia; Tutela, nei limiti di legge, per tutte le attività imprenditoriali e commerciali esistenti; Nuovi posti barca per residenti; Esenzione dai costi per i nuovi servizi a vantaggio del Comune, delle associazioni e dei pescatori; Sistemazione definitiva del faro del porto; Interramento di tutte le isole ecologiche per la raccolta differenziata; Oneri manutentivi a carico del concessionario; Previsione di cauzioni e fideiussioni; Salvaguardia dei proventi del Comune durante lo svolgimento dei lavori; Tutela per le attività anche durante lo svolgimento dei lavori.

Intanto arriva già le prime polemiche. “Una scelta fatta di indecisioni e di equilibri politici da mantenere, una decisione che scontenta la città e sicuramente anche gli imprenditori che hanno presentato il progetto. Insomma un aborto che se approderà in conferenza dei servizi così come prescritto si trasformerà in una non soluzione che diventerà un boomerang pronto a colpire gli operatori, gli imprenditori i turisti e di conseguenza tutta la città – dichiarano Andrea Carannante e Massimo Maugeri, Per Portodisanta società popolare – In questo quadro diventa ancora più attuale e risolutiva la possibilità dell’entrata in gioco di una società partecipata dai cittadini sammargheritesi con le regole già proposte all’Amministrazione Comunale e ai soggetti imprenditoriali in campo”.