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Porto di Santa Margherita, l’opposizione unita: “Nessuno è stato coinvolto”

Santa Margherita. I Gruppi Consiliari “Insieme Santa nel Cuore” e “Progetto per Santa”, lamentano lo scarso
coinvolgimento da parte di questa amministrazione, sul progetto porto “non tanto e non solo dei gruppi consiliari di opposizione, che rappresentano la maggioranza dei cittadini, ma dei cittadini stessi sui quali si fa cadere dall’alto una decisione che potrebbe impegnare la nostra comunità per decenni, senza che abbiano potuto esprimersi in merito”, si legge in una nota congiunta.

La messa in sicurezza e la razionalizzazione del porto di Santa Margherita Ligure sono state gestite da tutte le Amministrazioni comunali, dal 1990 al 2009, attraverso lo strumento di iniziativa pubblica (il S.U.A. – Strumento Urbanistico Attuativo).

“Uno strumento che propone, in collaborazione con gli enti sovraordinati Regione e Soprintendenza, un progetto che contemperi esigenze pubbliche e private – mantenendo però saldamente la regia in mano pubblica. L’obiettivo era creare un piano urbanistico dell’area portuale largamente condiviso dalla cittadinanza e dagli operatori marittimi, per individuare successivamente i migliori soggetti privati coi quali realizzare e gestire la nuova struttura. La presenza pubblica era ed è fondamentale per garantire tutti i soggetti meno forti dal punto di vista economico (come le società sportive o i pescatori professionisti), ma che rappresentano l’anima del porto di Santa Margherita Ligure per tradizione, prestigio e cultura dell’arte marinara. Fino al 2009, questo modo di operare ha prodotto ottimi risultati, come l’allungamento della diga foranea e il riordino della zona retro-portuale (compreso l’iter per la demolizione dei volumi abusivi dell’ex cantiere Spertini)”, prosegue l’opposizione.

Poi il cambiamento. “L’Amministrazione del sindaco Roberto De Marchi (tuttora presente col suo gruppo consiliare
all’interno dell’attuale maggioranza) ha rinunciato al S.U.A., che era già stato approvato con alcune prescrizioni, creando di fatto un vuoto di potere. Proprio questa situazione ha consentito a un privato di proporre un progetto devastante, sotto il profilo Urbanistico, paesaggistico, e non solo. Il Comune di Santa Margherita Ligure oggi si trova quindi costretto a esprimersi su proposte da altri volute e formulate, perdendo ogni ruolo attivo e trovandosi a ricoprire solo la marginale posizione di garante e controllore. Una posizione che potrebbe portare a contenziosi fatali e costosi per la nostra città e la sua economia”.

Secondo la minoranza, l’amministrazione Donadoni avrebbe potuto coraggiosamente astenersi dalla scelta respingendo entrambi i progetti “e riprendendo la regia dell’opera ottenendone l’approvazione urbanistica e rimandando successivamente l’individuazione di un soggetto privato in grado di offrire le migliori garanzie e col quale realizzare e gestire insieme il nuovo porto. Questa rimane a nostro avviso la via maestra che deve essere seguita”.