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Park e strutture abbandonate, Rosso, Rixi e Balleari: “San Martino? Sembra Kabul” foto

Genova. “Lo scenario che accoglie i pazienti che entrano all’ospedale San Martino è a dir poco vergognoso. È la dimostrazione dell’assoluta mancanza di sensibilità da parte della giunta Burlando-Montaldo-Paita verso i malati e i pazienti che già carichi di preoccupazioni per la propria salute subiscono un vero e proprio attacco psicologico alla vista di strutture fatiscenti e degradate che sembrano essere uscite direttamente da una panoramica di Kabul bombardata: altro che ospedale moderno studiato per rassicurare i nostri malati”. Questa la denuncia che arriva da Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria e candidato della Lista Civica Rixi presidente, insieme al candidato alla Presidenza della Regione Liguria Edoardo Rixi e al vicepresidente del consiglio comunale Stefano Ballerai.

“Per chi entra per raggiungere a piedi i reparti di specialità – spiega Rosso – si presenta alla vista un edificio, di proprietà privata, in totale stato di abbandono con impalcature, detriti e vetri rotti simile a un ricovero per sbandati. Un biglietto da visita davvero indegno, la dimostrazione dell’assoluta mancanza di rispetto verso chi si trova già in uno stato di sofferenza per la propria malattia”.

“Purtroppo quello dell’edificio limitrofo al più importante ospedale ligure, è solo l’ennesimo esempio dello stato di degrado che coinvolge l’area del nosocomio genovese. Ricordo anche lo scandalo, ormai pluriennale, del park davanti all’ospedale, in totale abbandono e trasformatosi ormai in una piscina. Una situazione questa su cui si è mobilitato in più occasioni il vicepresidente del consiglio comunale di Genova Stefano Balleari che continua a monitorare la situazione e a denunciarne l’assurda impasse nelle sedi istituzionali competenti”.

“Con il collega Rixi continuiamo a monitorare il cantiere del nuovo laboratorio di analisi, da sei anni bloccato: un’opera da 90 milioni di euro che dovrebbe garantire la gestione delle analisi di tutti i reparti del San Martino. Una situazione generale che non può più essere tollerata: il paziente deve essere messo al centro di tutti gli interventi e della politica sanitaria regionale. Non possiamo più tollerare che i problemi dei nostri malati passino in secondo piano davanti all’interesse, del tutto marginale a nostro avviso, di questa o quella società di costruzione”.