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“I musei tra terapia e integrazione sociale: esperienze con le ASL”: a Genova “Palestre del cuore”

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Genova. Il 4 marzo alle 16.00 presso l’ Auditorium del Galata Museo del Mare la presentazione della ricerca curata dalla Dott.ssa Elena Janniello dell’Università di Pisa Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali: “I musei tra terapia e integrazione sociale: esperienze con le ASL”. Un capitolo di questa ricerca – che mette in luce alcuni esempi nazionali di collaborazione tra servizi ASL e progetti legati alla cultura che abbiano come finalità il benessere e il miglioramento dei pazienti coinvolti e delle loro patologie – è dedicato a “Palestre del Cuore”.

Il progetto pilota, curato da Lidia Schichter e Annamaria Municinò, si è rivolto in una prima fase a cardiopatici cronici e ha avuto il Galata Museo del Mare e il Parco di Villa Pallavicini come luoghi ideali. Relatori Elena Janniello e Lidia Schichter, saranno presenti inoltre Maria Paola Profumo Presidente e Franca Acerenza staff scientifico del Mu.Ma che ha seguito il progetto fin dalla sua genesi. Ingresso libero.

L’incontro vuole dare il via ad un’altra fase del progetto, che partirà a settembre, verso nuove direzioni che andranno a coinvolgere patologie in ambito psichiatrico ma non solo. Il Progetto Pilota “Palestre del Cuore”, si pone come obbiettivo il miglioramento della qualità della vita in persone che abbiano patologie di tipo cronico. E’ partito coinvolgendo l’ASL e pazienti di tipo cardiologico. Tra questi anche persone in attesa di trapianto. Novità è stata far incontrare persone seguite dai servizi sanitari all’interno di luoghi culturali considerati suggestivi e per questo scelti per entrare in contatto con le paure e l’isolamento che in alcuni casi accompagnano questo tipo di patologie.

Il Parco di Villa Pallavicini e il MeM del Galata Museo del Mare sono stati i percorsi prescelti. Come primo progetto in tal senso a livello nazionale questi spazi sono stati evidenziati come luoghi terapeutici. Genova per questo motivo potrebbe a sua volta valorizzarli come proprio patrimonio esemplare per attività simili in altre parti d’Italia. Valorizzazione che andrebbe a ricadere anche in ambito turistico di qualità superiore.