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Fisco, patronato e assistenza: nuova sede del sindacato pensionati Cgil

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Genova. Inaugurata oggi una nuova sede dello Spi Cgil nel Levante cittadino, in Passo Vezzelli 4r (angolo Corso Europa). Presente al taglio del nastro Mario Vezzelli, figlio di Armando partigiano antifascista al quale è intitolata la via che ospita la nuova Lega dello Spi.

All’inaugurazione ha partecipato anche Attilio Arseni Segretario Nazionale SPI il quale ha sottolineato come nonostante il periodo di difficoltà, il sindacato pensionati della Cgil continui ad investire sul territorio.

“Questa nuova sede, bellissima e moderna, è un esempio dell’impegno dello Spi sul territorio e si aggiunge ai 5 mila punti di accoglienza sparsi in tutto il Paese”. Arseni ha annunciato che il Porto Antico di Genova sarà la sede della prossima Festa Nazionale di Liberetà, la rivista di approfondimento dello SPI, evento che nel mese di maggio attirerà nel capoluogo ligure molte figure di spicco a livello nazionale tra giornalisti, esperti e rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni. Il tema della tre giorni di festa sarà il lavoro ed in particolare come si creano opportunità di lavoro in funzione del welfare. Arseni ha sottolineato come una difficoltà del sindacato nel rapporto con istituzioni e politica sia proprio far pensare ai pensionati come una risorsa e non come un peso. A margine dell’incontro Arseni si è soffermato sulla riforma Fornero definita “inaccettabile” e per la quale la Cgil sta lavorando per correggerne alcune storture come ad esempio la questione degli esodati.

Manuela Noli, responsabile della nuova sede, ha ricordato i servizi che i cittadini troveranno in via Vezzelli: fisco, patronato e assistenza sulle questioni socio sanitarie. “La prossima campagna sarà quella fiscale con le dichiarazioni dei redditi, ma questa non sarà l’unica attività, anzi: ad esempio siamo molto soddisfatti dei controlli che stiamo effettuando sulle pensioni, soprattutto le minime; molto spesso le persone non sono a conoscenza dei loro diritti: solo di assegni familiari, erroneamente non percepiti, abbiamo recuperato a favore di pensionate e pensionati oltre 25 mila euro”.