Attentato di tunisi

Costa Fascinosa, una passeggera di Cogoleto: “Eravamo sotto attacco, è stato terribile” fotogallery video

I racconti drammatici dei crocieristi

Savona. “Siamo rimasti sdraiati a terra con i vetri del pullman rotti. Continuavano a sparare e intorno a me ho visto solo sangue e morte. Una delle due donne sono state colpite e uccise mentre stavano scendendo dal pullman.

E’ stato davvero drammatico. In quei momenti non sapevamo che cosa fare”, ha raccontato col terrore negli occhi Anna Pegorini, la dottoressa varazzina, in servizio all’Asl di Savona che ha vissuto in presa diretta il dramma dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.

“Quando siamo arrivati nel parcheggio con il pullman siamo stati colti di sorpresa, ma non ho visto in faccia i terroristi. Sento ancora quei colpi di kalashnikov nelle orecchie. E’ stato davvero terribile. Continuavo a ripetere “sono viva sono viva, ce la devo fare” – continua il suo racconto- . Avevo paura, ero terrozzata e credevo davvero di morire. Poi sono saliti i poliziotti e solo in quel momento abbiamo capito che eravamo vivi. Siamo stati accolti per diverse ore in una caserma e siamo stati scortati sulla nave dall’esercito solo quando il blitz era finito. Sono stati momenti davvero interminabili. Poi sono riuscita a chiamare a casa e cercare di tranquilizzare tutti. Ma mai dimenticherò quei cadaveri che ho visto a terra e tutto quel sangue intorno. Se tornerò in vacanza? Al momento non lo so. Voglio solo tornare a casa”, dice il medico appena sbarcata dalla Fascinosa attraccata all’alba al Palacrociere di Savona.

Una turista di Cogoleto che si trovava sul pullman diretto al Bardo ricorda quei drammatici momenti.

La sua è una testimonianza davvero toccante: “Le guide ci avevano appena detto di lasciare le borse sul bus perché era sicuro. Pochi istanti dopo eravamo sotto attacco. E’ stato davvero terribile. Non ho visto gli attentatori, ma quelle due povere donne che era cadute sotto i colpi sparati a distanza ravvicinata”.

Ha ancora il terrore negli occhi anche Elisabetta Ravera, una delle passeggere di Costa Fascinosa rimasta coinvolta nell’attentato davanti al museo del Bardo a Tunisi: “Mi trovavo sul pullman quando un ragazzo di Roma ha urlato “stanno sparando, buttati giu” e così facendo mi ha salvato la vita”. Elisabetta racconta di essersi “buttata a terra, sentivo i colpi di kalashnikov venire sempre piu’ vicini e a un certo punto un colpo mi ha assordato”.

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