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Finanza

Carige e l’arrivo dei Malacalza: le reazioni della politica

Il titolo festeggia in borsa, mentre la politica plaude. E la Fondazione approva la bozza del nuovo statuto

Banca Carige

Genova. Azionisti che festeggiano, politica soddisfatta e anche una nuova bozza di statuto per la Fondazione. Il giorno dopo l’arrivo della famiglia Malacalza in Carige il titolo chiude in forte rialzo in Borsa e guadagna il 10,23%, mentre il Consiglio di amministrazione della Fondazione Carige è tornato a riunirsi ed ha approvato la bozza del nuovo statuto.

Sono previsti 4 esuberi tra il personale, tagli di consiglieri e dimezzamento degli emolumenti come annunciato nei mesi scorsi dal presidente Paolo Momigliano. “Il Consiglio di amministrazione odierno, preso atto del proficuo lavoro svolto dalla specifica commissione mista composta da membri del Consiglio di amministrazione e del Consiglio di indirizzo che ha presentato una bozza di statuto – si legge in una nota -, approva tale testo che verrà sottoposto al Consiglio di indirizzo per la relativa delibera autorizzativa affinché possa essere inviato al Mef”.

Il nuovo assetto dell’istituto è intanto stato “benedetto” da più parti. La cessione, secondo il sindaco di Genova Marco Doria, “è notizia sicuramente positiva. Il raggiungimento di un accordo col gruppo Malacalza conferma che i piani industriali della banca risultano credibili e giustificano investimenti significativi”.

“Una bella notizia per Genova e la Liguria” secondo Raffaella Paita. “Viene premiato – continua la candidata del centrosinistra alle prossime regionali – il grande e coraggioso lavoro che Paolo Momigliano ha portato avanti con tenacia in questi mesi e lo sforzo di risanamento della banca”.

“E’ positivo – concludono Giovanni Lunardon, segretario PD Liguria, Alessandro Terrile, segretario PD Genova, Pietro Mannoni, segretario PD Imperia – che un autorevole rappresentante dell’imprenditoria ligure abbia raccolto l’appello delle istituzioni locali, rilanciato anche da noi alcune settimane fa, ad assumere una responsabilità di governo nella banca contribuendo a mantenere in Liguria una parte significativa delle radici dell’istituto di credito, anche in vista di possibili ulteriori aggregazioni”.

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