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Al Teatro della Corte il “Decamerone” con Stefano Accorsi

Genova. Debutta martedì 10 marzo (ore 20,30) al Teatro della Corte Decamerone, un testo liberamente tratto da Boccaccio, di cui Marco Baliani ha curato l’adattamento teatrale e Maria Maglietta la drammaturgia.
Repliche fino a domenica 15 marzo.

Prodotto da Nuovo Teatro in collaborazione con Teatro della Pergola, Decamerone è interpretato da Stefano Accorsi, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu e Naike Anna Silipo.
Le scene e i costumi sono di Carlo Sala, il disegno luci di Luca Barbati.

Dopo aver “giocato” la scorsa stagione con l’“Orlando Furioso”, Marco Baliani e Stefano Accorsi propongono ora la messa in scena di un loro Decamerone. Boccaccio e il teatro, dunque. O meglio, la scelta di alcune sue novelle raccontate per esorcizzare la presenza di una società contemporanea appestata, non tanto diversamente da come lo era allora Firenze, da cui i cittadini abbienti fuggivano verso le colline, per evitare il contagio.

“Le storie – annota Marco Baliani – servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un po’ di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, finché c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui e lei che raccontano e noi che ascoltiamo». Ed ecco allora che Accorsi, accompagnato da altri cinque attori, si accinge a fuggire dalla peste contemporanea e a portare sul palcoscenico, con la complice scelta di Maria Maglietta e di Marco Baliani, alcune novelle tra le cento presenti nel Decamerone. Storie di amori ridicoli, erotici o furiosi. Storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose. Purché siano storie, e raccontate bene; nella consapevolezza che la vita reale è là fuori, con i suoi miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare”.

“L’esigenza di far risuonare su un palcoscenico le parole di Boccaccio, attraverso le voci dei teatranti, nasce appunto da una società caratterizzata da una progressiva perdita del civile sentire; dalla volontà di ricordare che esiste anche un’altra Italia, ricca di tesori linguistici e culturali, come di tesori paesaggistici e naturali. Ecco allora l’importanza di raccontare Boccaccio a teatro, perché – conclude un grande narratore come Baliani – anche «se quelle storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali e laidi, accade poi, come in tutte le grandi storie, che quelle puzzonate, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa, un’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza, facendoci di botto scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento, dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle, farci un bell’esame, ridendoci sopra, e digrignando i denti, magari uscendo da teatro poco indignati ma ragionevolmente incazzati, anche con noi stessi”.

Per Decamerone – in scena alla Corte da martedì 10 a domenica 15 marzo 2015 – sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico. Info: 010/5342300www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it www.genovateatro.it.