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Agromafie

Agromafie, il procuratore Caselli: “Mafia inserita in tutti i segmenti. Contro lavoro nero serve migliore distribuzione della catena”

Genova. “C’è un problema di illegalità, opacità, irregolarità in tutti i segmenti delle agromafie, con presenze anche inquietanti della mafia”. Così Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, intervenuto alla presentazione del Terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, conferma le preoccupazioni per le infiltrazioni della malavita organizzata nel settore dell’agroalimentare.

“Un business consistente, oltre 15 miliardi di euro – ricorda Caselli – perché questo settore rappresenta per tutti, e per le mafie in particolare, una significativa opportunità di guadagno da sfruttare fino in fondo perché anche in periodo di crisi economica, mangiare si deve, ma anche perché il nostro agroalimentare e’ un prodotto di eccellenza”. Un’infiltrazione che riguarda, da un lato le falsificazioni alimentari ma, dall’altro, anche il preoccupante fenomeno del lavoro nero.

“Questa è una piaga del nostro paese – prosegue Caselli – e una migliore distribuzione della catena potrebbe, senza dubbio, alleviarla se non cancellarla. Se le arance calabresi vengono pagate molto poco agli agricoltori, ma il succo viene venduto a cifre molto alte – conclude Caselli – ecco che si aprono anche margini più ampi per il caporalato, per questi fenomeni di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, indegni di un paese democratico”.

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