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Lavoro, Vesco su riforma “Titolo Quinto”: “Poco razionale separarlo dalla formazione”

Vesco

Liguria. L’assessore al Lavoro della Regione Liguria Enrico Vesco è intervenuto,a margine della seduta del Consiglio Regionale, è intervenuto sulla riforma del Titolo Quinto della Costituzione in discussione in Parlamento che prevede il passaggio allo Stato della competenza esclusiva in materia di tutela e sicurezza del lavoro a cui si aggiungono le politiche attive del lavoro. Nel testo approvato in Commissione Affari costituzionali si separano nettamente le politiche attive del lavoro, di cui dovrà occuparsi lo Stato, dalla formazione, che rimane alle Regioni.

“Questo assetto sarebbe poco razionale perché trascura il fatto che la formazione è parte integrante delle politiche attive perché è uno degli strumenti fondamentali per migliorare la cosiddetta “occupabilità” dei lavoratori”, afferma Vesco.

“Personalmente – aggiunge l’assessore ligure – sono convinto che l’enorme problema occupazionale che attualmente funesta il nostro Paese non può essere risolto esclusivamente con misure di formazione e orientamento ma rimangono indispensabili interventi del Governo per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e aumentare il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni”.

Per Vesco, centralizzare le  politiche attive del lavoro significa allontanarle dai territori e impedire di valorizzare la peculiarità e la vocazione economica e occupazionale delle diverse realtà locali tanto più che le competenze in materia di sviluppo economico rimangono in capo alle Regioni”.

“Quanto alla sicurezza sul lavoro, inoltre, se da una parte condivido il principio per cui la salute e l’integrità delle lavoratrici e dei lavoratori sono beni non negoziabili, che meritano di essere garantiti allo stesso modo in tutto il Paese, dall’altra parte non nascondo una certa preoccupazione se penso che una legge avanzata come quella che abbiamo in Liguria possa essere messa in discussione e le tutele che prevede possano essere riviste al ribasso”. Vesco si unisce alla voce dei colleghi delle altre Regioni per chiedere al Parlamento di riflettere meglio sulla questione e ripristinare un giusto equilibrio tra le competenze.