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Economia

Vertice in Regione il 9 febbraio, oggi nuovo sciopero e approdo a Tursi: continua la vertenza Esaote

Genova. Un incontro la prossima settimana, ma oggi sciopero e lavoratori che parteciperanno al consiglio comunale. Si terrà lunedì 9 febbraio, anziché venerdì 6, il vertice per Esaote. Quel giorno Regione Liguria, azienda, Elemaster e sindacati si riuniranno per discutere del futuro dell’area produttiva di Sestri Ponente e degli Erzelli. Intanto la tensione resta alta e dalle 13 di oggi i lavoratori scenderanno in sciopero per poi partecipare al consiglio comunale, dove in discussione ci sarà anche la loro vicenda e chiederanno di parlare con i capigruppo.

Al centro della vertenza, che naturalmente riguarda anche i lavoratori dell’azienda dell’indotto Oms Ratto, rimangono soprattutto le garanzie occupazionali. Elemaster dovrebbe infatti rilevare alcune attività di Esaote, assorbendone circa 50 dipendenti, così come alcuni lavoratori di Oms Ratto. I sindacati si aspettano però precise rassicurazioni su carichi di lavoro e mantenimento dei livelli di occupazione, condizione ritenuta indispensabile per dare il via libera all’operazione.

La vicenda si intreccia inoltre con il destino della ormai nota variante del Puc in via Albareto a Sestri Ponente. L’area verrebbe venduta da Esaote ad un colosso della grande distribuzione a circa 12 milioni di euro, permettendo così di finanziare il trasferimento agli Erzelli. La variante era stata già bloccata dal Comune di Genova e il fallimento delle trattative potrebbe significare il definitivo affossamento dell’operazione. L’interrogazione urgente che verrà discussa oggi dal capogruppo della Fds Antonio Bruno riguarda proprio i tempi della modifica alla variante, con la conferenza dei servizi annunciata, ma non ancora calendarizzata.

Intanto da Firenze, città in cui Esaote ha il suo secondo polo, arriva tutta l’irritazione del sindaco Dario Nardella. “Esprimiamo – ha detto ieri – tutto il disappunto per il fatto che la Regione Liguria abbia condotto una trattativa separata rispetto ad un grande gruppo che ha a Firenze e Genova due centri tra loro collegati”.