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Idrocarburi nel torrente: il caso del Varenna approda alla Commissione Europea

arpal monitoraggio

Pegli. Era il 28 agosto scorso quando alcuni passanti notarono macchie sospette nel torrente Varenna. Fu il primo allarme in seguito al quale partirono le misure per contenere l’inquinamento e vennero posizionate della speciali barriere per impedire alle sostanze di arrivare al mare. A distanza di più di cinque mesi, e dopo le due richieste di informazioni presentate al Comune di Genova dai consiglieri Putti e De Pietro, il caso arriva ora in Europa.

La portavoce Tiziana Beghin, capo delegazione del MoVimento 5 Stelle, ha infatti presentato alla Commissione Europea una interrogazione scritta per fare chiarezza sullo sversamento di idrocarburi.

“L’allarme – spiega il M5S – era stato lanciato dall’azienda petrolchimica Carmagnani S.p.A attraverso una notifica di inquinamento. Le analisi delle acque superficiali effettuate dall’ARPAL hanno registrato valori spaventosamente oltre i limiti, con una particolare concentrazione di benzene, chiaramente visibile anche ad occhio nudo e ripreso in più filmati dai nostri attivisti ad ottobre, novembre e gennaio 2015). La situazione è ulteriormente aggravata dalla vicinanza di un asilo nido e di una scuola per l’infanzia, oltre ovviamente del mare in cui sfocia il Varenna”.

Una situazione ancora senza soluzione, di fronte alla quale il M5S chiede alla Commissione di acquisire “immediatamente la documentazione relativa alle analisi effettuate e che solleciti gli enti locali a ripristinare con solerzia le condizioni di non contaminazione”.