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Tari a Genova con l’incognita Scarpino: “Aumenti del 200% in pochi anni”

tari 2014

Genova. Aumenti di oltre il 200% e potrebbe non essere ancora finita qui. Parliamo di Tari, la tassa sui rifiuti, cui si aggiunge anche l’incognita Scarpino. Questo lo scenario denunciato oggi a Tursi, dove si è tenuta la Commissione Sviluppo Economico per un aggiornamento sul piano industriale di Amiu con l’audizione delle associazioni di categoria e il grido di dolore è arrivato forte e chiaro.

“Le imprese genovesi – ha detto la portavoce del Tavolo della Piccola Impresa genovese (che riunisce Ascom Confcommercio, Associazione Artigiani, Cna, Coldiretti e Confesercenti) Ilaria
Mussini – hanno visto lievitare il carico tributario Tari a livelli ben oltre i limiti di sostenibilità economica, con incrementi di oltre il 200% in pochi anni, che le hanno costrette a ridimensionare le superfici di vendita o in casi estremi a chiudere”.

Rimane inoltre sempre incombente l’incognita Scarpino, perché la chiusura della discarica dall’autunno scorso a causa della mancata separazione secco/umido e di problemi di stabilità del sito obbliga Amiu a portare i rifiuti extra Regione con costi aggiuntivi. “Chiediamo che i costi derivanti dal trasporto extra regione dei rifiuti genovesi non vengano riversati sulle tariffe Tari future, la responsabilità non può essere scaricata sulle imprese e i cittadini. Amiu nel suo piano di innovazione impiantistica deve tenere conto anche della sostenibilità delle tariffe. L’applicazione delle tariffe Tari per le utenze non domestiche sulla base dei metri quadrati è sbagliata – aggiunge – in quanto le dimensioni dei locali di vendita o di somministrazione non hanno nulla a che fare con la produzione reale dei rifiuti”.

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