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Cronaca

Spostamento del mercatino di via Turati, Tursi: “Zona di libero scambio non significa legalizzare illegalità”

mercatino via turati

Genova. Il primo obiettivo è liberare l’area, che è sede stradale e zona che dovrebbe essere turistica e commerciale. Il secondo è quello di contrastare un fenomeno certamente illegale, ma che non può essere trattato come un esclusivo problema di ordine pubblico. Così, senza entrare troppo nei dettagli, la giunta Doria conferma oggi il progetto che prevede lo spostamento del mercatino di via Turati in altra area come anticipato la settimana scorsa da Genova24 (Leggi l’articolo).

“Non è un suq né un mercatino, un un fenomeno di abusivismo sulla sede stradale che reca in sé anche frange di illegalità un fenomeno di degrado e disagio sociale, con acquirenti che sono non solo stranieri ma italiani che vanno a comperare scarpe per uno o due euro”. Così l’assessore comunale ai diritti e alla legalità Elena Fiorini risponde in aula ai numerosi interventi dei consiglieri comunali che chiedono una soluzione per il mercatino.

L’assessore illustra anche un poì di dati:”Nelle attività di controllo e sgombero del mercatino sono state impiegate da quando la giunta Doria si è insediata oltre 18 mila ore della polizia municipale , oltre 500 servizi di cui due terzi con la collaborazione di carabinieri e polizia. Solo negli ultimi dieci giorni sono stati raccolti 15 metri cubi di stracci e indumenti”.

Ma i servizi non bastano chiarisce l’assessore: “Anche quando questi interventi hanno successo il mercatino si sposta in altre zone, così comincia inseguimento nelle vie limitrofe”. E come sanno bene commercianti e abitanti, il giorno dopo la scena di ripete. “L’illegalità va perseguita ma non si tratta solo un fenomeno dell’ordine pubblico. Anche se i numeri lo fanno diventare tale, è un fenomeno composito. Se vogliamo raccontarci che basterebbe il settimo cavalleggeri per dare risposte facciamolo ma non è così”.

Per questo il Comune ha sollecitato circa una settimana fa un incontro in Prefettura a cui hanno partecipato anche il Municipio e i vertici delle forze dell’ordine: “E’ doverosa una progettazione seria – spiega – ma che non può essere portata avanti solo come Comune. Per questo in Prefettura abbiamo condiviso alcuni punti cruciali che sono quelli di perseguire l’illegalità, risistemare l’area, e attuare un intervento con il privato sociale”.

“Non ci mettiamo d’accordo con quelli che vendono come dice qualcuno” risponde Fiorini a chi la accusa di lassismo “e lo dimostra il fatto che che il percorso lo abbiamo proposto in Prefettura”.

Non entra nei dettagli, il Comune, del progetto di spostamento del mercatino, ma l’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazza spiega le ‘strategie’ per disincentivare l’uso della area attuale attraverso vari strumenti: “Dal riassetto dei parcheggi e della viabilità, come la trasformazione di parte del parcheggio per gli scooter con alcuni posti merci, dal lavaggio della strada, alla pulizia più volte al giorno del quadrato tra via Turati e San Giorgio, fino a un incremento dell’occupazione del suolo pubblico con mercati regolari”.

Ovvio che da sola la ‘dissuasione’ non basta: da qui il progetto del ‘trasferimento in altra area (quella delle mura della marina) con una contestuale ‘regolarizzazione’ di spazi e orari e il controllo più stringente per evitare il più possibile la ricettazione. Il progetto, si limita per ora a dire l’assessore Piazza è quello di “individuare in un’area della nostra città una zona di libero scambio che non sia la legalizzazione di aree di illegalità, ma veda la partecipazione dell’associazionismo e degli operatori del territorio”. Al di là delle critiche e delle perplessità manifestate dai consiglieri in aula e anche da un gruppo di commerciati la riuscita o meno del progetto, condiviso da tutte le istituzioni, dipende in gran parte dal successo che avrà la mediazione culturale tesa a convincere buona parte dei ‘venditori’ a spostarsi aderendo alle poche regole che saranno individuate.