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Sì alle Unioni Civili: a Rapallo nasce il Comitato

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Rapallo. Si chiama “Comitato Cittadino per il Riconoscimento dei Diritti Civili” ed è nato ieri, 14 febbraio 2015, giorno di San Valentino. Un segnale, ma soprattutto un’iniziativa per premere sull’amministrazione comunale ed ottenere l’isituzione di un registro delle Unioni Civili anche a Rapallo.

“Il nostro paese – spiegano i promotori dell’inziativa Articolo Uno, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista eSinistra Ecologia e Libertà – si trova in una situazione arretrata rispetto alle altre democrazie cosiddette “occidentali”, in Italia continuano ad essere negate la pari dignità e l’eguaglianza dei cittadini, in contrasto con le disposizioni costituzionali e con le sentenze della Corte costituzionale”.

“È per questo che è ancora necessario nel 2015 che si costituisca un comitato come questo, per il riconoscimento della parità dei diritti tra le persone che la società richiede e che il legislatore continua a negare. L’Italia partecipa a quel cambiamento di portata globale in cui si fanno strada nuovi diritti, sconosciuti alle precedenti generazioni, ma connaturati all’essere umano; che portano con sé nuove esigenze ormai proprie della società contemporanea, che si traducono di fatto, ad esempio, in nuove conformazioni sociali, in nuove famiglie alle quali l’ordinamento giuridico italiano, su questo fronte arretrato, non garantisce tutela e di cui lo Stato si ricorda solo ai fini dell’imposizione fiscale”.

“Questo comitato, che già nel nome delinea il proprio scopo, sente come dovere civile e morale il portare avanti la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili, anche a Rapallo. A tal fine, come le forze che lo compongono hanno già fatto singolarmente, propone al Comune di Rapallo l’istituzione del Registro delle Unioni Civili, non come raggiungimento del fine più alto che si propone, ma come atto di civiltà, dovuto e minimo in una società civile. Il comitato rimane aperto all’adesione di quanti, forze politiche, movimenti o singoli cittadini, abbiano a cuore la parità dei diritti per un’Italia migliore”.