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Economia

Sestri Ponente e il ribaltamento a mare che non arriva mai: lavoratori Fincantieri sotto la Regione

Blocco Fincantieri 29 giugno

Sestri Ponente. Domani saranno ancora una volta in piazza i lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Non siamo più nel 2011, quando per lo storico cantiere navale qualcuno avanzava l’ipotesi di chiusura, ma è ancora una volta il futuro a preoccupare. La questione è ormai nota da tempo: per migliorare l’efficienza del sito serve il ribaltamento a mare, opera importantissima che ad oggi rimane al palo.

Per questo è previsto un presidio di protesta per chiedere che si faccia, finalmente, la gara e vengano assegnati i lavori. “Sono passati 3 anni e mezzo dalla firma dell’accordo di programma per il ribaltamento – spiega il segretario di Fiom Cgil Genova, Bruno Manganaro – e non è successo niente. Temiamo che questo ritardo ci porti di nuovo in una situazione di conflitto con l’azienda che, vedendo che l’opera non va avanti, potrebbe sentirsi giustificata, in futuro, a mettere nuovamente in discussione Sestri Ponente”.

“Già oggi Fincantieri parla di aumento dei costi – spiega Managanaro – e dice che, probabilmente, sarà costretta a mettere in discussione orari, quote di salario, perché le infrastrutture non si concretizzano. Oggi la situazione è buona e questo carico di lavoro, probabilmente, ci porterà anche al 2016 ma non vorremo che, alla prima difficoltà, e sappiamo che la cantieristica ha alti e bassi, il non aver fatto il ribaltamento a mare possa diventare una scusa per chiudere Sestri Ponente”.