Quantcast
Economia

Segnali di fiducia nell’economia genovese

camera commercio

Il 2014 si è chiuso negativamente per le imprese di Genova e della Liguria, 10mila, infatti, il totale delle aziende liguri perse nei 12 mesi dell’anno precedente anche a causa della stretta creditizia ( leggi una panoramica a riguardo su http://www.calcoloratamutuo.org/guida/prestiti). Ma piccoli segnali di fiducia emergono dai primi dati del 2015, dove il saldo tra iscrizioni e cessazioni alla Camera di Commercio di Genova nel primo mese è infatti di -345, a fronte del -524 del gennaio 2014, del -465 del gennaio 2013 e del -364 del gennaio 2012.

Nei 31 giorni iniziali del 2015, le cessazioni di imprese sono state “solo” 889, mentre un anno fa erano state 1.098. Se pur ancora negativo, fa tuttavia ben sperare anche il tasso tendenziale calcolato sull’andamento mensile delle imprese, che a gennaio 2015 ha registrato un – 0,56% mentre un anno fa un – 0,86%. Genova, da questo punto di vista, sta meglio del resto della regione, ma anche dell’Italia in generale. Il trend mensile genovese è infatti più confortante di quello ligure (- 1,07%”), di quello del Nordovest (-0,78%) e di quello nazionale (-0,66%). I dati sopra illustrati di per sè significano poco, ma vanno analizzati considerando anche il fatto che il primo mese dell’anno è sempre critico, per via delle cancellazioni di fine anno.

Un possibile traino per la ripresa può essere rappresentato dal settore alimentare, dove un timido segnale positivo si era registrato già nel 2014, in controtendenza con la situazione generale. La Coldiretti ha infatti fatto sapere che la produzione di alimenti e bevande lo scorso anno è aumentata dello 0,6% rispetto al 2013. Le spese alimentari continuano a costituire una fetta importante delle uscite delle famiglie. Un forte impulso, in particolare, potrebbe arrivare dalle esportazioni: un terzo di ciò che esportiamo fuori dall’Unione Europea appartiene al settore agroalimentare. Il made in Italy è particolarmente apprezzato all’estero ed uno dei prodotti di punta, anche per effetto del nuovo tasso di cambio favorevole, potrebbe essere il vino.
In conclusione, ci sono quindi buoni motivi per credere che il 2015 possa segnare un’inversione di tendenza per l’impre

sa genovese e ligure. Uno stimolo per dare impulso a nuove realtà imprenditoriali, usufruendo di finanziamenti e prestiti (grazie anche ad una nuova politica maggiormente accomodante da parte delle numerose finanziarie tradizionali).