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Prima sentenza a favore di Uber, la protesta dei tassisti genovesi: “Non si rispetta la legge, assurdo” foto

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Genova. I tassisti genovesi non mollano il colpo e annunciato battaglia, dopo che ieri il giudice di pace Giovanni Gualandi ha accolto il ricorso presentato da un driver Uber, che era stato sanzionato come tassista abusivo.

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I taxi oggi si sono ritrovati in via Roma davanti alla Prefettura e hanno bloccato la strada per protestare contro questa decisione, che speravano fosse ben diversa. “Una sentenza assurda, che dimostra come la situazione stia degenerando – dichiara Valerio Giacopinelli, Cna Fita – il ministro Lupi dice che gli autisti di Uber sono abusivi e quindi non capiamo perché non venga rispettata la legge. Noi siamo tassisti, abbiamo la licenza, una patente, paghiamo le tasse, ma ora iniziamo veramente a credere che loro siano quantomeno protetti perché forse hanno più capacità economica”.

Domani una folta delegazione di tassisti genovesi sarà a Torino, dove si svolgerà una grande manifestazione. Intanto la general manager di Uber Benedetta Arese Lucini ha spiegato come la sentenza “conferma che il servizio offerto da Uber non è in alcuna maniera relativo a un servizio taxi abusivo”, perché “se il servizio di taxi è un trasporto pubblico e come tale obbligatorio, caratterizzato da tassametro, partenza da piazzole riservate e utenza indifferenziata, Uber è cosa del tutto diversa”.

Permane comunque, scrive Lucini “la necessità di provvedere a una nuova e organica normativa del settore del trasporto e della mobilità che tenga conto delle nuove tecnologie che di fatto lo hanno già rivoluzionato a vantaggio della collettività e per una maggiore vivibilità delle nostre città”.