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Pallanuoto, Bogliasco in trasferta a Cosenza. Falconi: “Vorrei che fossimo più cattive, me compresa” risultati

Bogliasco. Si torna a giocare e il Bogliasco viaggia, a Cosenza, sabato alle ore 15, arbitri Calabrò e Pascucci.

Prima, però, due notizie di servizio: l’infrasettimanale di mercoledì 4 marzo contro il Padova si giocherà alle ore 19; stesso avversario e stesso orario per la semifinale di final four di Coppa Italia, il 7 marzo a Messina.

Ed ora la sesta giornata del girone di ritorno e l’impegno della Rari Nantes Bogliasco: chi conosce a fondo le cosentine è Rossella Rogondino che là ha giocato vincendo due scudetti Under 15, un bronzo Under 17, i playoff per la Serie A2, ma è in partenza per Bari, sua città di origine, perché è mancata improvvisamente la nonna. Le strappiamo solo una battuta, con tutta la Rari Nantes Bogliasco che abbraccia lei e la sua famiglia.

“E’ una piscina difficile, la vasca è all’aperto, speriamo che il meteo ci aiuti. Ritrovo parecchie mie ex compagne, con alcune c’è ancora un grande affetto. Tornando alla partita attenzione a Gil e Arancini, perni della squadra, ma anche al portiere ed al centro che stanno facendo bene. E’ una squadra in crescita, ma lo siamo anche noi”.

A presentare il match è la numero uno, perché portiere e capitano, Carola Falconi. Trasferta non agevole per la logistica e dal punto di vista pallanuotistico che avversario incontrerete? “Tostissimo, grinta e cattiveria sportiva, a partire dal pubblico fino alla più giovane delle atlete, loro si giocano un bella fetta di campionato, devono vincere per archiviare la pratica salvezza, noi vogliamo vincere per tenere stretto il quarto posto: quello è l’obiettivo che ci siamo poste. Non giochiamo più per stare nel limbo ma per guardare in alto”.

Reduci dall’ennesima sosta. “Brutto campionato sotto quest’aspetto. Non si fa in tempo a prendere le misure che sei di nuovo fermo. E’ la competizione che ti fa crescere e se non giochi è tutto più difficile. L’incongruenza è che ora comincia un periodo in cui giochiamo tanto e tutto insieme. A me fa piacere, ma sia dal punto di vista mentale sia fisico sarà un altro approccio”.

Tu, portiere para rigori. “La statistica dice questo. Personalmente preferisco pararne uno in meno ma rendere costantemente per tutta la partita. Mi fa piacere ma quello che voglio e dare sicurezza alle mie compagne dal primo al quarto tempo”.

Dal tuo osservatorio privilegiato che Rarirosa vedi? “Dobbiamo crescere tanto. Vorrei che fossimo più cattive, me compresa. Abbiamo dimostrato di entrare forte, spaccare subito, il primo tempo, poi, soprattutto di testa, a volte rallentiamo. Dobbiamo essere più ciniche, consapevoli che siamo in forma, che ci alleniamo bene, che giochiamo con responsabilità, tutte. Vorrei vedere un Bogliasco più omogeneo, costante, che non molla, anche se sta vincendo con tre gol di scarto perché le avversarie non stanno a guardare”.

A cominciare dal Cosenza, sabato. “Non fermiamoci, se non al fischio finale”.

I tuoi obiettivi stagionali? “Con il club arrivare più in alto possibile, giocarci i playoff, nelle prime quattro. Con la Nazionale penso alle Universiadi, già nel 2011 ho vissuto questa esperienza ed è stata bellissima. Oggi mi sento più matura e credo che potrei dare il mio contributo”.