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Ne parla boero

Pallanuoto, A1 maschile: il Bogliasco riceve la Roma Vis Nova per riscattare l’andatarisultati

Bogliasco. La sosta è trascorsa e la Serie A1 maschile torna a giocare. Rari Nantes Bogliasco alla “Vassallo”, in lieve anticipo, alle ore 17, contro la Vis Nova, arbitri Alfi e Collantoni, partita in differita streaming su www.rarinantesbogliasco.it/.

I romani si trovano a 6 punti, 3 dei quali strappati al Foro Italico proprio al Bogliasco. La squadra ligure si è preparata ma mister Bettini non ha ancora deciso la formazione perché potrebbe dover fare a meno di Filippo Gavazzi che, in amichevole contro il Savona, è stato colpito da un pugno a gioco fermo e ha dovuto ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso dell’ospedale San Martino. Brutto episodio, ma per fortuna ad arbitrare l’allenamento erano presenti tre arbitri federali, Castagnola, Piano e Daniele Bianco, sul posto per allenarsi a loro volta, che hanno visto quanto accaduto. Tornando al match di domani, valevole per la quinta di ritorno, ne parla Giacomo Boero.

All’andata un pessimo ricordo. “Sì ma il passato è andato e noi, invece, siamo andati avanti. Quello è stato un brusco risveglio che però ci è servito perché da quel momento abbiamo cominciato a ritrovarci, a fare il nostro gioco, ad imporre il nostro ritmo. Nessun pronostico azzardato ma è evidente che stiamo bene. Lo abbiamo dimostrato anche a Brescia, contro la capolista, squadra che presenta valori superiori, ci siamo comportati bene. Dobbiamo crederci e continuare a lottare”.

Per contro loro non molleranno. “E noi non dobbiamo farci cogliere impreparati. Continuiamo a lavorare, senza perderci nei meandri della nostra psiche”.

Giovani e di scuola romana. “Con due ritorni importanti, Mirarchi ed Innocenzi che conosciamo entrambi. La sorpresa potrebbe essere Mirarchi che è tornato da un lungo periodo negli Stati Uniti, non sappiamo come lo ritroveremo. Un occhio di riguardo a lui, allo straniero, un centro che all’andata ci aveva creato qualche problema ma, come sempre: rispetto per tutti, paura di nessuno. Qui è una cayenna e non si passa”.

Contro la Florentia assente per influenza, come l’hai vissuta? “Sentivo i fischi da casa, una sofferenza, ma i ragazzi si sono comportati alla grande”.

Passata la febbre e assestato sui tempi del lavoro? “Ci ho impiegato sei mesi, è sempre dura, ma riesco a gestire meglio i vari impegni e sono più sereno”.

Mentre stiamo parlando siamo circondati dalle bambine ed i bambini dell’aquagol Habawaba, ti ci rivedi? “Sì, anche se sono altre generazioni ma è bello vedere che ogni bambino che frequenta questo impianto ha passione, che ci mette impegno. Il sabato mi piace alzare la testa e trovarli in gradinata, una consuetudine che si era un po’ persa, invece per fortuna sta ritornando”.

Cosa vuoi dire loro? “Continuate così perché avrete tante soddisfazioni, la pallanuoto insegna qualcosa che serve anche fuori dall’acqua, è una scuola di vita”.