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Oms Ratto, i sindacati a Tursi: “Comune vincoli aree a chi è disposto ad assumere i lavoratori”

Genova. “Il Comune di Genova vincoli le aree di Esaote a un uso industriale che consenta a chi si insedierà di assorbire i lavoratori di Oms Ratto. E’ l’unica arma che ha in mano il Comune e se, come dice, non è la nostra controparte, ha l’occasione per dimostrarlo”. Ivano Mortola, Fiom Cgil, all’uscita dall’incontro con l’assessore alle attività produttive di Tursi Emanuele Piazza riassume così la richiesta che, per l’ennesima volta, i lavoratori di Oms Ratto fanno al Comune di Genova.

“L’accordo di programma non è stato rispettato perché 50 lavoratori si trovano senza reddito quindi il Comune deve fare quello che gli è stato chiesto con un ordine del giorno del consiglio comunale e non limitarsi a fare da portavoce di quello che dicono le aziende che non vogliono incontrarci”. La scorsa settimana i lavoratori di Oms Ratto erano arrivano a palazzo Tursi chiedendo all’amministrazione comunale un impegno a convocare un tavolo con tutte le parti interessate, a cominciare da Esaote ed Elemaster. Già allora il sindaco di Genova Marco Doria aveva fatto capire che Tursi non poteva obbligare nessuno a sedersi a un tavolo. E così è stato.

Esaote si è limitata a far arrivare una lettera a Tursi in cui illustra il suo piano industriale che non prevede l’assorbimento del personale di Ratto, né può imporre ad Elemaster, a cui ha affidato la produzione degli ecografi ad assumere i 50 dipendenti che fino a ottobre svolgevano questa mansione come indotto dell’azienda biomedicale genovese. “Se l’area resta industriale le azienda interessate a insediarsi lì potranno assumere la manodopera specializzata senza lavoro dopo la chiusura di Oms Ratto”.