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Cronaca

Morì durante varo a Riva Trigoso. Il perito: errori e carenze organizzative

fremm alpino, varo

Sestri Levante. Errori durante l’operazione e una carenza nell’organizzazione della manovra di rimorchio e di accosto della chiatta alla banchina di Fincantieri di Riva Trigoso dove doveva esserci il varo di una nave destinata all’Algeria.

Questo quanto accadde il 14 dicembre 2013 alla Fincantieri di Riva Trigoso, secondo l’incidente probatorio condotto dal perito Francesco Dagnino. Quel giorno morì Maurizio Canovaro, primo ufficiale della società Oromare. Canovaro era stato colpito all’addome dal cavo che collegava la chiatta ‘Atlante Primo’ di Fincantieri al rimorchiatore Sean Cristopher della società Oromare su cui si trovava e che si era allentato. Finito in mare, il cavo si era attorcigliato all’elica del motore di poppa poi era andato in tensione alzandosi e aveva colpito Canovaro all’addome come una ‘frustata’. La vittima era poi finita in mare.

Per quell’infortunio, al momento, sono indagate tre persone per omicidio colposo: il comandante del rimorchiatore ‘Sean Cristopher’, il legale rappresentante della ‘Oromare’, proprietaria del rimorchiatore e il comandante della chiatta ‘Atlante Primo’ di Fincantieri.

Secondo il perito le due società, Fincantieri e Oromare, si sarebbero dovute accordare su una procedura scritta per indicare cosa dovevano fare i due comandanti, quello della chiatta e quello del rimorchiatore. Sempre secondo il perito ci sarebbero stati alcuni errori da parte del comandante del rimorchiatore il quale, tra l’altro, non avrebbe dovuto consentire che Canovaro si trovasse in quel punto o doveva essere avvisato.

Il perito sostiene anche che sarebbero stati necessari quattro rimorchiatori contro i tre che operavano quel giorno.