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Lavagna revoca la delibera sul depuratore, Caveri e Vaccarezza: “Pura demagogia, si rischiano pesanti sanzioni”

Lavagna. Con la delibera di ieri sera il consiglio comunale, a maggioranza, ha revocato la precedente delibera del 5 marzo 2013 con la quale il Comune di Lavagna aveva aderito al protocollo d’intesa tra la Regione Liguria, Provincia di Genova, i Comuni di Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Cogorno, Lavagna, Moneglia, Ne, Sestri Levante per la realizzazione di un depuratore comprensoriale, così come previsto dal Piano di tutela delle Acque, approvato con Delibera del Consiglio Regione Liguria n. 32 del 24 novembre 2009.

“Il provvedimento proposto al consiglio comunale contiene affermazioni generiche, contraddittorie e una ricostruzione del percorso che portò alla firma del Protocollo d’intesa tanto frettolosa quanto opinabile, appare carente nei presupposti, nelle motivazioni della decisione nonché sulle sue conseguenze, in assenza di alternative efficaci e concretamente realizzabili”. A parlare sono Mauro Caveri e Giuliano Vaccarezza (Uniti per Lavagna).

“Per il sindaco Sanguineti e la sua maggioranza la revoca della firma al protocollo d’intesa sul depuratore comprensoriale è il prezzo da pagare alla demagogia elettorale – concludono – Con la demagogia si possono vincere le elezioni ma non si amministra una città e non si risolvono i problemi. Infatti Lavagna, che non ha un depuratore a norma, è ora esposta al rischio di subire le pesanti sanzioni previste dalle norme comunitarie il cui costo salato sarà pagato dai cittadini”.