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Cronaca

Gino Paoli indagato: avrebbe evaso 800 mila euro

Gino Paoli

Genova. Secondo la Guardia di Finanza, nel 2008 Gino Paoli avrebbe portato in Svizzera 2 milioni di euro non scudati e l’evasione fiscale ammonterebbe a circa 800 mila euro, non dichiarati nel 2009. Nell’inchiesta sarebbe indagata anche la moglie Paola Penzo, oltre a due soci del cantautore.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Nicola Piacente, nasce in seguito a verifiche a carico di professionisti legati all’inchiesta su Banca Carige. Il reato ipotizzato per il cantautore genovese è l’articolo 4 del decreto legislativo 70 del 2000, che fa riferimento a dichiarazioni dei redditi infedeli. Oltre all’abitazione di Paoli nel quartiere genovese di Quarto, sarebbero in atto altre perquisizioni nelle sedi delle società a lui legate. Sarebbero infatti tre le società a lui riferite: la Edizioni musicali senza fine, la Sansa e la Grande Lontra, tutte domiciliate legalmente nella sede della società di consulenza fiscale Sys Data di via Ippolito D’Aste, lo stesso stabile dove ha sede l’ufficio del commercialista Andrea Vallebuona, implicato nella vicenda Carige.

Nell’ambito dell’inchiesta gli inquirenti hanno ascoltato proprio le telefonate del commercialista, professionista del quale si è avvalso anche l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi, che parla con il cantautore, suo cliente. Secondo quanto si apprende i due parlerebbero di trasferire i soldi (circa due milioni di euro) in Svizzera attraverso il Centro fiduciario di Carige. Vallebuona era finito in carcere nell’inchiesta Carige.