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Cronaca

Expo 2015, treno speciale Genova-Milano. Pendolari sul piede di guerra: “Non con soldi pubblici”

treno, pendolari

Genova. Una vicenda degna di una soap opera con tanto di protagonisti: gli operatori turistici liguri, la Regione, i soldi pubblici, le Ferrovie ed Expo 2015.

Al centro il collegamento ferroviario tra Genova e Milano in vista della manifestazione dell’anno. Una telenovela infinita, già sottolineata dai pendolari di GenovaMilanoNewsletter e Assoutenti e che oggi, a fronte dell’ultima “puntata” si dicono pronti, con una nota ufficiale, a usare “ogni strumento” per evitare che i treni speciali per unire il capoluogo ligure e quello lombardo siano pagati con “soldi pubblici”.

“Nessuno degli imprenditori turistici liguri è disposto ad investire un solo euro per intercettare i milioni di turisti che visiteranno Expo 2015”, spiegano i pendolari nella nota, salvo poi lamentarsi che “non ci portano gratis i turisti di Expo”.
“E perché mai una collettività dovrebbe attingere a soldi pubblici per fare ingrassare i portafogli di albergatori, ristoratori, baristi, titolari di stabilimenti balneari?Non avrebbe alcun senso e soprattutto nessuna ricaduta né economica né occupazionale per la nostra Regione”, rilanciano.

Ieri intanto Ferrovie ha presentato il pacchetto per Expo Milano, e Genova risulta tagliata fuori: niente offerta potenziata di corse, promozioni ecc in vista di Expo. L’ultima soluzione paventata dalla Regione, dopo i precedenti incontri andati a vuoti tra ente e FS indisponibili entrambi a mettere soldi (stessa posizione anche per gli imprenditori turistici) appare ora una sola: treno straordinario nel solo week end, finanziato eventualmente dai fondi dell’assessorato al turismo.

“Lo stato dei trasporti su gomma e su ferro in Liguria è al collasso, aziende di tpl decotte e mal amministrate, un servizio degno del quarto mondo, tariffe alte, qualità assente – la contro risposta dei pendolari – A fronte di questa situazione e a fronte di continui tagli ai finanziamenti regionali a treni e bus, ora improvvisamente dal bilancio regionale si vogliono attingere soldi per un treno destinato a far arricchire imprenditori privati che non conoscono né il rischio d’impresa né le regole liberali del mercato e della concorrenza, i che vogliono che gli investimenti siano attuati con soldi pubblici ma che i profitti siano assolutamente privati. In tutto il mondo dove sono vigenti regole di mercato, i treni speciali, ovvero i charter, sono pre-acquistati da operatori turistici che poi immettono sul mercato stesso pacchetti turistici comprendenti viaggio e soggiorno. In Liguria no, si pretenderebbe che i charter fossero pagati dalla spesa pubblica, ovvero da noi”.

Infine il monito dei pendolari pronti a dar battaglia: “Cercheremo con tutte le forze che ciò non accada e useremo ogni strumento in tal senso, da quelli legali al boicottaggio di questi treni attraverso una campagna di comunicazione mirata e capillare”.

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