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Economia

Costa Crociere, Lupi rassicura: “Genova strategica, nessuna dismissione” fotogallery

Genova strategica per Costa Crociere e il gruppo Carnival. L’atteso incontro a Roma presso il ministero delle Infrastrutture è terminato e le rassicurazioni per i lavoratori arrivano sia dal ministro Lupi che dall’azienda.

“C’è un piano di riorganizzazione mondiale – ha detto Maurizio Lupi – in cui non diminuirà l’occupazione in Italia, ma ci sono spostamenti di funzioni”. Insomma il gruppo “ritiene ancora Genova e l’Italia un settore fondamentale e un punto strategico: non dismette ma rilancia”.

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle del ceo di Costa Crociere Michael Thamm. “Non abbiamo intenzione di spostare la nostra attività fuori dall’Italia: vogliamo rimanere in Italia, è un mercato con un grosso potenziale”.

“La nostra è l’unica azienda crocieristica italiana, l’unica che batte bandiera italiana e paga le tasse in Italia e deve restare così:dobbiamo mantenere anima,cuore e cervello in Italia”.

“Il primo dato positivo – ha commentato il sindaco di Genova Marco Doria – è la riaffermazione della presenza a Genova e in Italia con cuore, cervello e anima di Costa Crociere: il Piano di riorganizzazione non significa il progressivo smantellamento di questa presenza”.

Dichiarazioni che rassicureranno anche i lavoratori, sul piede di guerra dopo l’ipotesi del trasferimento di quattro reparti ad Amburgo? Intanto, come trapelato nelle scorse ore confermato dal ministro Lupi, nei prossimi giorni verrà creato un tavolo di trattativa a Genova a cui, in un primo momento, parteciperanno gli enti locali e l’azienda. Il piano così elaborato verrà poi sottoposto ai sindacati. Tra un mese, inoltre, dovrebbe tenersi un nuovo incontro con il ministro Lupi.

“Il fatto che Costa abbia assunto 300 persone in questi anni – è il commento del presidente della Liguria Claudio Burlando – vuol dire che non vuole dismettere. Discuteremo sul Piano, che a noi non è stato mai presentato e lo faremo presto, già la settimana prossima con l’azienda e poi con le organizzazioni sindacali”.