Carenza di posti letto e dimissione veloce dei malati: emergenza posti letto al pronto soccorso del San Martino

Genova. “Inaccettabile apprendere che la Direzione Sanitaria del San Martino metta in dubbio che i medici tengano ricoverati i pazienti per tempi eccessivi e d’altro canto li solleciti a dimettere i malati il più presto possibile nei vari sopralluoghi fatti in questi giorni nei Pronto Soccorso genovesi abbiamo constatato un grave affollamento di pazienti per una mancanza di posti letto all’interno degli ospedali causa una grave disorganizzazione del sistema sanitario determinata dalla politica messa in campo in questi anni dall’Assessore alla sanità”.

Così dichiarano i consiglieri regionali del centro destra Matteo Rosso e Edoardo Rixi che continuano: “ il Direttore Sanitario del San Martino deve ben capire che un paziente prima di essere dimesso deve non solo essere curato nel modo migliore, ma anche che esistano tutte le condizioni per poterlo rimandare a casa, perché se una persona è anziana e sola a volte è meglio tenerla qualche giorno in più in osservazione piuttosto che mandarlo a casa dove sarebbe abbandonato a se stesso”.

“Vogliamo precisare al Direttore al Direttore Sanitario del San Martino – aggiungono i due consiglieri regionali – che se si vuole parlare di sanità efficace questa passa necessariamente dal prendersi cura di chi è malato e soffre senza dover guardare in ogni momento a quanto posta quel paziente. Il problema del Pronto Soccorso è grave che va risolto prima tutto costruendo un rapporto forte con i medici di famiglia affinchè anche nei festivi siano un punto sicuro per i pazienti e poi predisponendo preventivamente un numero di posti letto aggiuntivi da riservarsi, nei momenti dell’anno durante i quali si prevede un maggior afflusso ai Pronto Soccorso, ai pazienti che arrivano in emergenza”,

“Presenteremo un’interrogazione urgente su questa questione e sulla situazione di emergenza dei Pronto Soccorso. Non è possibile che i pazienti debbano anche trascorrere giorni interi abbandonati sulle barelle nei corridoi. Ci possono essere altre soluzioni che non passano dalle dimissioni veloci dei malati già ricoverati”, concludono Rosso e Rixi.