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Calcio, Prima Categoria girone B: “Cinque domande” a Jacopo Testi, attaccante del Merlino

Genova. Quale miglior regalo di compleanno, il ventiseiesimo, che una doppietta?

No, non è un amante della caccia, Jacopo Testi, l’attaccante del Merlino, però gli piace sparare cannonate nelle porte avversarie e non di rado, ci scappa la “doppietta” vincente, come è successo sabato scorso, sul terreno del quotato Marassi, nel campionato di Prima Categoria, girone B.

Grazie a questo successo, la squadra di Sestri Ponente, pur rimanendo all’ultimo posto in graduatoria, s’è portata a due lunghezze dal Burlando e a meno sette dalla salvezza diretta, il tutto quando il calendario dice che mancano ancora 11 partite prima del termine della regular season.

Il talentuoso attaccante è entrato di diritto nella storia calcistica del Libraccio, la seconda realtà calcistica di Arenzano, quando, due anni fa, si è laureato capocannoniere dei bianco verdi (14 centri), nell’anno della scalata alla Prima Categoria, confermandosi poi – l’anno successivo – sempre decisivo per il traguardo stagionale della salvezza (altri 12 goal). Nell’ultima sessione di mercato di dicembr, il maestrale (leggi voglia di novità) lo ha portato a vestire la casacca del Merlino, dove – con lui in campo – si sono resi conto che il vento poteva cambiare davvero.

Il Merlino è una storica e nobile società genovese, nata nel 1945, quando un gruppo di giovani ha dato i natali, in un ex ricovero antiaereo, al Circolo Ricreativo Sportivo Filippo Merlino, nome assegnato a ricordo di un giovane caduto durante la Resistenza.

Partiamo, dunque, con le domande a Testi, già inseritosi nel team, che nelle ultime tre gare ha raccolto sei punti, portandosi in scia alle altre squadre pericolanti.

Ce la farete? Fino a poco tempo fa, i giochi sembravano chiusi in negativo…

“Bella domanda! La situazione non è facile, tutt’altro! Ci proveremo con tutte le nostre forze e lo faremo lottando sino in fondo. In ogni caso, al 90° dell’ultima partita usciremo dal campo a testa alta, dopo aver dato, fino ad allora, tutto e anche qualcosa di più”.

Come ti trovi nel Merlino e come mai sei approdato sui lidi di Sestri?

“Conoscevo parte del gruppo, l’ambiente è molto simile a quello del ‘primo’ Libraccio, cioè ‘a misura d’uomo’, dove si riesce a far combaciare l’importanza del risultato sportivo, al divertimento ed al piacere di stare assieme; la mia scelta è stata dettata da questi fattori”.

A livello tattico come ti utilizza da mister Gullo?

“Ritengo d’essere un attaccante moderno, cui piace svariare su tutto il fronte offensivo; mister Gullo mi conosce e mi utilizza come terminale offensivo, un ruolo di mio gradimento. Sono bastate un paio di partite per inserirmi negli schemi della squadra e quindi sbloccarmi. Se vuoi ti svelo una curiosità : statisticamente ho sempre fatto più fatica ad andare a rete nella prima parte del torneo, mentre, nel girone di ritorno, in genere do il meglio di me stesso… ovvio che spero sia così anche quest’anno”.

Dopo la Prima Categoria nel savonese (nel San Nazario di Varazze), hai preso parte al campionato del girone C, quello della domenica; adesso che sei nel B, il girone in cui le gare si svolgono al sabato, vuoi dirci quali differenze caratterizzano i due campionati della provincia genovese?

“Sono arrivato a dicembre e quindi ho giocato poche partite per sentenziare sulla scorta delle prime impressioni … però, forse il fatto di giocare il sabato e di essere, quindi, la domenica a disposizione della famiglia, dà adito a tanti giocatori esperti (anche di categorie superiori) ad indirizzare la loro scelta su questo torneo. Ovvi i vantaggi che ne derivano per le squadre che possono avvalersi di tali elementi”.

Vogliamo parlare del Libraccio? Non è più rimasto nessuno di coloro che avevano compiuto l’impresa di scalare le categorie, dalla Terza alla Prima…

“E’ difficile dare una spiegazione; forse, come spesso accade nella vita di tutti i giorni, alcune belle storie finiscono. Piano, piano, abbiamo preso la sofferta decisione di tagliare il cordone ombelicale che ci univa alla società, fermo restando i bei ricordi che ci uniranno per sempre”.