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Cronaca

Alluvione, da Tursi contributo straordinario per 123 famiglie sfollate. Azzerata Tari per le Pmi, Imu e Tasi a rate fino a giugno

Alluvione a Genova, nuovi temporali e volontari al lavoro

Genova. Un contributo straordinario alle famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e una rateizzazione di Imu e Tasi fino al 30 giugno. Inoltre, la prossima settimana sarà varato il provvedimento che azzera la Tari per le piccole e medie imprese che hanno subito danni. Questi i principali provvedimenti assunti da Tursi in merito ai contributi per chi ha avuto danni nelle alluvioni di ottobre e novembre.

Il primo provvedimento, relativo al contributo straordinario è una delibera di giunta, quindi già efficace. Le 123 famiglie coinvolte verranno direttamente contattate dagli uffici comunali per ricevere il contributo. Il contributo erogato sarà pari all’importo delle famiglie per tasi e tari con un contributo minimo di 300 euro.

La rateizzazione verrà invece votata dal consiglio comunale di martedì prossimo: 5 le rate proposte: dal 28 febbraio al 30 giugno. Anche in questo caso le famiglie e le aziende che hanno presentato richieste di danni per le alluvioni di ottobre e novembre dovranno presentare una richiesta agli uffici di Tursi.

Infine la prossima settimana verrà varato il provvedimento che azzera la Tari per le imprese alluvionate grazie a un fondo di 3 milioni e 600 mila euro. Sono 2.247 le imprese comprese nell’elenco di Tursi ma l’assessore Franco Miceli precisa: “Nel provvedimento ci sarà una clausola di salvaguardia che prevede che chi fosse escluso per qualche ragione dall’elenco di Tursi ma ritiene di aver diritto al contributo, dovrà contattare gli uffici comunali. Eventuali errori informatici degli elenchi verranno valutati caso per caso”. Alla fine Tursi, con i fondi a disposizione, ha scelto rispetto all’Imu di applicare l’azzeramento della della Tari perché questo contributo viene pagato sia dai proprietari che dai conduttori. Dal provvedimento sono escluse le grandi aziende: “Abbiamo fatto questa scelta viste le risorse a disposizione – spiega l’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazza – perché le grandi aziende più facilmente riescono a rimettersi in piedi in autonomia”.