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Cronaca

Alluvione 2011, ex vice comandante della municipale: “In zona Bisagno nessun piano emergenze”

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Genova. E’ proseguito anche oggi il processo riguardante l’alluvione del 4 novembre 2011, che costò la vita a sei donne e nel quale sono imputati l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, l’ex assessore alla protezione civile Francesco Scidone e i dirigenti comunali Pierpaolo Cha, Gianfranco Delponte e Sandro Gambelli, accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso. Sotto accusa anche Roberto Gabutti, ex coordinatore dei volontari di protezione civile, accusato solo di falso.

Oggi è stato ascoltato l’allora vice comandante della polizia municipale Marco Speciale. “Non c’era un piano particolareggiato per la zona del Bisagno – ha detto, rispondendo alle domande dell’avvocato Michele Ispodamia – ma ce n’era uno solo per la zona di Sestri Ponente, redatto dopo l’alluvione dell’anno precedente”.

E ancora. “Il tre novembre ci era stato detto dal Coc di raddoppiare le pattuglie di agenti su strada per la notte. Ma dopo una riunione con il mio comandante e gli altri funzionari decidemmo di non farlo perché altrimenti l’indomani avremmo avuto la metà degli uomini”. Questo elemento secondo i legali degli imputati dimostrerebbe come i vigili potessero derogare agli ordini del Comitato e come, secondo loro, fecero di loro iniziativa quella mattina.

“Quando ricevemmo la telefonata dall’agente che era in via Fereggiano – ha rimarcato Speciale – ho ritenuto che la situazione fosse grave e lo riferii al tavolo del Coc per ottenere altre indicazioni. Il comitato prese atto delle misure che avevamo iniziato a mettere in atto, l’individuazione di una pattuglia dell’autoreparto da inviare a supporto, l’avviso al distretto di mandare altri aiuti per la chiusura della strada. Noi aggiornavamo continuamente la situazione”.

Oggi i difensori hanno potuto vedere il contenuto del Verbatel, il sistema elettronico della polizia municipale che registra le comunicazioni. E dal contenuto è emerso un nuovo elemento: le uniche comunicazioni registrate dal sistema danno un orario diverso dell’esondazione. Il Verbatel avrebbe registrato l’esondazione dello Sturla alle 12.20 e quella del Fereggiano alle 12.22. Secondo i legali della difesa questo sarebbe un elemento importante che accorcerebbe gli orari rispetto a quelli indicati dalla procura.