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“Abolite Uber”. Dopo l’esposto in Procura i tassisti genovesi portano il caso in Parlamento foto

Genova. Uber-taxi, lo scontro, dopo l’approdo in procura, arriverà anche in Parlamento. A farsene promotrice è la Cooperativa Tassisti Genovesi che nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla procura della Repubblica e alla direzione territoriale del lavoro, contro Uber, la piattaforma telematica che permette anche sul territorio comunale genovese, di fornire servizi di trasporto con autista ai cittadini.

Secondo i tassisti si profilerebbero la somministrazione fraudolenta di mano d’opera e l’illecita intermediazione di domanda e offerta di lavoro. I rappresentanti della cooperativa, infatti, contestano il servizio Uber a partire dal contratto proposto agli autisti. “Queste persone non hanno alcuna autorizzazione legale per praticare la professione di tassista – ha spiegato Domenico Canepa, presidente della Cooperativa – si tratta di persone che non hanno titoli. Ci è capitato di trovarci di fronte a persone come immigrati o persone anziane che credono di fare una cosa legale, come Uber gli ha garantito, ma che così non è”.

I tassisti genovesi, quindi, chiedono di ripristinare la legalità e per farlo, spiegano, la strada è solo una: abolire definitivamente l’app Uber, così come è successo in molte città della Germania, portando la questione in Parlamento.

“Al momento ci sono quattro regioni interessate al problema, Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, a cui si dovrebbe aggiungere anche il Lazio – ha concluso Canepa – e questo ci permetterà di presentare un’interpellanza al Parlamento”.