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Primarie Liguria, spuntano anche 70 turchi: al vaglio segnalazioni e verbali. Cofferati: “Non chiedo voto nullo” fotogallery

Liguria. Le primarie non sono finite, ha detto ieri sera a urne chiuse Sergio Cofferati in riferimento alla denuncia di inquinamento del voto, fatta già durante la giornata elettorale e poi ribadita a vincitrice conclamata. Nonostante i numeri abbiano incoronato Raffaella Paita, che ha ottenuto 28.973 voti su 54mila947 votanti, segnando un distacco di 4000 voti su Cofferati (24.916), e nonostante il richiamo all’unità per “vincere le regionali”, le primarie non sono, in effetti, ancora terminate.

Lo dicono gli echi delle polemiche mai finite, anzi rinfocolate dal voto, lo ribadisce l’attenzione risvegliata, anche se piuttosto all’ultimo momento, dei media nazionali. Almeno fino a mercoledì, quando il consiglio dei garanti si riunirà di nuovo, acquisito tutto il materiale da esaminare: segnalazioni, presunte irregolarità, inquinamento.

Nel Savonese, dove Albenga e Pietra Ligure hanno maturato percentuali bulgare pro Paita, gli uomini di Cofferati hanno evidenziato l’anomalia, oltre alla presenza di tanti immigrati in coda al seggio. Sempre nel ponente, dallo staff dell’ex sindacalista sono arrivate altrettante denunce per l’intromissione del centrodestra.

Poi il caso spezzino con la fotografia scattata a una scheda in un seggio e la presenza di numerosi elettori cinesi, non proprio consapevoli del voto (secondo fonti cofferatiane) e a cui sarebbero stati offerti i due euro necessari per
votare.

Fernanda Contri, Matteo Cosulich, Margherita Pantano, Giuliano Pennisi, e Giulio Treccani (i garanti) studieranno “la documentazione integrativa” e i “verbali dei seggi interessati ed eventuali altre segnalazioni, che paiono emergere dai quotidiani di oggi”.

Intanto la Commissione Elettorale Regionale riunita ieri sera ha convalidato il voto e trasmesso i risultati finali degli scrutini al Comitato Politico: 54.947 votanti e 54.588 schede valide (177 nulle, 182 bianche). Sei le schede contestate, 4 a La Spezia e 2 a Imperia, poi ritenute nulle “vista la non rilevanza delle stesse ai fini dei risultati complessivi”. Di qui i numeri definitivi: Paita ha ottenuto 28.973 voti, contro i 24.916 di Cofferati, Tovo 699. Ma non senza divisioni al suo interno.
Di qui la “segnalazione al Collegio dei Garanti di irregolarità nel processo di voto in alcuni seggi”, ribadita dalla componente Cofferatiana all’interno della stessa Commissione (Viola Boero). Marco Andreini (Psi) ha “ricevuto dal Seggio di Porto
Maurizio (presumibilmente Imperia 2) la assoluta particolarità della votazione di 70 turchi”. Michele Carbone (Liguria Viva)
rileva “le anomalie relative alla percentuale di votanti in alcuni seggi, in particolare nel ponente savonese come Albenga,
mai registrate in casi precedenti”. Per Victor Rasetto, rappresentante di Raffaella Paita in Commissione, invece “non risultano ad oggi nei verbali dei seggi contestazioni riguardanti il processo di voto e non considero competente il Collegio dei Garanti in quanto è la Commissione Elettorale Regionale l’organismo competente a valutare e certificare il voto”. Simile anche la posizione di Michele Malfatti. La Commissione ha quindi ratificato il voto e convalidato, sarà il Comitato politico a proclamare il vincitore dopo il pronunciamento dei Garanti.

“Non chiedo l’annullamento del voto, ma voglio che il Collegio dei garanti esamini tutti i ricorsi in modo che ci sia un quadro definito di quanto accaduto e delle conseguenze che ci saranno. Mi riservo di decidere quando ci sarà il quadro
completo dalla decisione dei Garanti””, ha commentato ancora oggi Sergio Cofferati ribadendo l’inquinamento del voto da parte del centrodestra e di gruppi organizzati di stranieri.