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Politica

Porto di Chiavari, sindaco Levaggi: “Portiamo avanti risanamento, ereditato situazione difficilissima”

porto di Chiavari

Chiavari. “Mi chiedo dove fosse la Cisl quando nel 2011 è stata firmata, dopo delibera del consiglio comunale, la convenzione per l’ampliamento del porto. Tale convenzione, resa pubblica e a tutti accessibile, prevedeva che il sistema di alaggio e vari dovesse essere completamente rifatto e ristrutturato. Nel 2011 l’amministrazione allora in carica aveva scelto un progetto nel quale l’intervento sarebbe stato da effettuare nel sito specifico, indicando il numero di 120 giorni per realizzare i lavori in qualunque periodo dell’anno”. Il sindaco Roberto Levaggi interviene così sulla questione del porto.

“Dopo varie riunioni con tutti gli operatori interessati (Tigullio Shipping, Alaggi, la Capitaneria di porto per motivi di sicurezza, il Presidente e il Direttore del porto, il RUP) non essendosi trovate altre soluzioni per realizzare uno scalo provvisorio in tutta sicurezza si è deciso di svolgere i lavori nel periodo meno frequentato del porto, come prevedono gli impegni contrattuali contenuti nella convenzione fra Comune e Tigullio Shipping, cioè quello invernale, tra gennaio e marzo 2015. Non si capisce a questo punto la protesta. I contenziosi, in porto, sono indubbiamente di carattere fisiologico, in gran parte dovuti al fatto che si sta realizzando un ampliamento in uno scalo già esistente, pertanto non è semplice integrare funzionalmente il vecchio col nuovo. Indubbiamente si stanno pagando le criticità di un progetto datato di ampliamento di un approdo concepito negli anni ’70”.

“Per cercare di porre un freno a tali spiacevoli contenziosi ho indetto la scorsa settimana una riunione con la Capitaneria di Porto, il Presidente di Marina Chiavari e tutti gli attori interessati, affinché si stilasse un cronoprogramma preciso. Probabilmente l’unico vero errore riguarda la nebulosità della comunicazione verso gli operatori rispetto a quanto deciso fino al luglio 2014 dall’allora Presidente Casabella sull’area alaggi e vari, che avrebbe dovuto puntualmente informare tutti gli utenti. Per quanto riguarda i lavoratori di Marina Chiavari, penso che il management abbia ritenuto, secondo i propri poteri, di apportare dei correttivi contrattuali per l’adeguamento alle attuali esigenze funzionali del servizio”.

“Sulla base dell’attuale normativa tutte le società possedute al 100% da un ente pubblico devono assolutamente sottostare alle normative che disciplinano gli enti e non le Società per Azioni; si tratta di società “in house”, quindi non possiamo far altro che applicare anche ai lavoratori del porto le regole che valgono per tutti i dipendenti pubblici. Vi fossero stati dei privilegi la direzione di Marina Chiavari avrebbe dovuto annullarli. Siamo naturalmente aperti a un confronto coi sindacati, tenendo però presente che non esistono, all’interno dell’amministrazione comunale, lavoratori di serie “A” e lavoratori di serie “B”. L’ampliamento intanto è in fase di ultimazione, grazie a un faticoso riequilibrio finanziario da noi operato con Tigullio Shipping e accettato dalle banche, che ha permesso di ottenere nuove linee di credito; il nuovo Presidente Pelizza sta lavorando alacremente per risolvere tutte le problematiche legate alle fasi del lavoro di alaggi e vari. Riteniamo quindi che, passata questa fase di transizione che per sua natura crea dei disagi momentanei, si possa tornare alla completa normalità”.

“Da quando si è insediata, quest’amministrazione ha portato avanti un programma di risanamento, che prevedeva un intervento dell’intercapedine del porto per la messa in sicurezza di tutti i locali commerciali presenti al suo interno per circa 300.000 euro, e che è stato prontamente messo in atto: i lavori saranno ultimati entro febbraio 2015. 500.000 euro sono stati inoltre spesi nel porto poiché, inopinatamente, nel 2011 è stata distrutta la zona F, utile e vantaggiosa per gli artigiani del posto e per Marina Chiavari stessa. La mia amministrazione ha quindi stanziato tale cifra per il dragaggio del porto, che nel 2012, quando ci siamo insediati, in alcune sue parti era completamente insabbiato. La sabbia ricavata, dopo autorizzazione di Provincia e Arpal, è stata sistemata nell’ex zona F ed entro il 10 febbraio tale area ci verrà consegnata; potrà essere messa in funzione, per piccole lavorazioni, già in previsione della prossima primavera/estate”.

“Come si evince da quanto sin’ora esposto, per la mia amministrazione il tema del porto è prioritario; la situazione ereditata era difficilissima. Va tenuto inoltre conto e ribadito alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori che la società “in house”, in base alla legge di stabilità approvata recentemente dal parlamento per il 2015, recita che entro il 31 marzo di questo stesso anno, il Comune dovrà rideterminare in ordine al mantenimento o meno della società a partecipazione pubblica in capo a Marina Chiavari Spa, o se intende privatizzarla; quindi in questa materia siamo in una fase di totale evoluzione dove l’applicazione delle norme rispetto a ciò che riguarda la Pubblica Amministrazione dev’essere sostanzialmente rispettata: non si capisce pertanto la posizione così critica del sindacato”.