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Inter-Sampdoria, “Luci a San Siro”: chi trova l’interruttore passa ai quarti di finale…

Genova. Milano, “Luci a San Siro, di quella sera, che c’è di strano, siamo stati tutti là”… Roberto Vecchioni è milanese e soprattutto interista, per cui è probabile che sia sua la musica irradiata dagli altoparlanti dello stadio, mentre domani sera Inter e Sampdoria entreranno in campo, nella sfida degli ottavi di finale della Coppa Italia.

Ma di certo, i tanti tifosi blucerchiati in curva, scalderanno le ugole con i testi di Vittorio De Scalzi, sperando che “quella voglia di avventura” che hanno dentro in questi giorni di mercato, sia alimentata da una “carezza della sera” che i nerazzurri dell’ex Bobby goal possano ricordare a lungo.

Utopia? Forse, ma i sogni non costano nulla e allora perché non provarci?

E’ già successo… la prima volta nel ’48, poi nel ’52, quindi due volte di fila nell’82 e ’83 (quando il “Mancio” affiancava Trevor Francis, in due vittorie fotocopia, 2-1), ma soprattutto il 5 maggio ’91 (quando Dossena e Vialli iniziarono a scrivere la parola scudetto a fianco al nome Sampdoria) e perfino due volte nell’anno solare ’96: in aprile con una doppietta di Enrico Chiesa e a metà dicembre un pirotecnico 4-3 marchiato Mancini e Montella, più emozionante di un 4-4 del ’72, con Luisito Suarez dalla parte genovese a realizzare all’86° il penalty decisivo.

Quando però i sogni non si realizzano, la delusione è forte… è vero. Niente di peggio che vincere a San Siro, per 2-0 al 90°, vero Tonetto e Kutuzov? E poi, in sei minuti di “generoso” recupero, subire rimonta e sorpasso di Oba Oba Martins, Vieri e Recoba … anche se il rigore di Icardi al 90° del match dell’ottobre scorso qualche “scoria” l’ha lasciata…

La formazione che proverà a guadagnarsi il pass per i quarti di finale con la Lazio? Difficile entrare nella testa di mister Mihajlovic nella scelta degli undici giusti, fra questi convocati:
Portieri: Massolo, Romero, Viviano.
Difensori : Cacciatore, De Silvestri, Fornasier, Gastaldello, Romagnoli, Silvestre.
Centrocampisti: Correa, Duncan, Ivan, Kristicic, Marchionni, Obiang, Palombo, Rizzo, Soriano.
Attaccanti: Bergessio, Djordjevic, Eder, Okaka, Wszolek

Turn over, oppure no? Quale è la strada più corta per poter rispedire una “lettera da Amsterdam”?

Ipotizziamo di provarci in Coppa con questi uomini?
Romero, De Silvestri, Gastadello (per i saluti d’addio del capitano e per risparmiare Silvestre?), Romagnoli, Cacciatore; Rizzo, Palombo, Duncan (imprescindibile di questi tempi e anche per far tirare il fiato a Pedro Obiang); Soriano (troppo presto per Correa); Bergessio (Eder in campo solo alla fine, per provare “la stangata”?), Okaka (sperando che torni a dispiegare le ali gigantesche da albatro).

Mihajlovic, squalificato in tribuna, mentre Roberto Mancini dalla panchina nerazzurra proverà a battere la “sua” Sampdoria, la squadra nella quale, arrivato da adolescente, è cresciuto fino a vincere lo scudetto e sfiorare l’impresa di aggiudicarsi la Coppa dei Campioni, in una tiepida notte londinese del Maggio 1992, persa contro il Barcellona di Johan Cruyff.