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Politica

Gronda, si procede ad oltranza: maggioranza sul fil di lana, ma c’è l’accordo fotogallery

Genova. Agg.ore 22.40. Sono 850 gli ordini del giorno ed emendamenti presentati di cui 750 del M5S, che per oggi aveva annunciato un forte ostruzionismo come unico strumento rimasto al movimento per opporsi alla delibera sulla Gronda. La discussione è ripresa alle 21.15 e prosegue ora con le dichiarazioni di voto con un tempo contingentato, votato a maggioranza dalla conferenza capigruppo, di un’ora per ciascun gruppo consiliare. Poi ci saranno le votazioni di ogni singolo emendamento. Con la sospensione per la notte il voto finale arriverà probabilmente solo domani pomeriggio.

“L’unanimità a volte non serve, l’autosufficienza, invece, è un principio fondamentale”. E’ il capogruppo Pd a Tursi, Simone Farello, a gettare acqua sul fuoco su una giornata infiammata e a indicare la strada che, molto probabilmente, prenderà la delibera sulla gronda, o meglio sulla partecipazione del Comune di Genova alla Conferenza dei Servizi e ancora più in particolare sugli interferiti.

Finita la tesissima riunione tra sindaco e la sua Lista si è arrivati in qualche modo alla mediazione. Non prima di un confronto aspro in cui lo stesso Doria ha messo i suoi davanti alla minaccia di dimissioni, anche alla luce dell’esito delle primarie e per cui in futuro avrà bisogno di tutto il loro appoggio. Una mediazione che non è quella voluta dai consiglieri doriani, lo stralcio dei lotti che ci sarà forse più avanti, ma comunque un accordo.

Qualcuno nel gruppo voterà la delibera, qualcun’altra no. In questo modo, seppure sul fil di lana, la maggioranza a Tursi dovrebbe reggere, con il voto favorevole Pd, di Leonardo Chessa (Sel), Anzalone e Mazzei (Progresso Ligure) e Debenedictis del gruppo Misto a cui si devono aggiungere 4 fondamentali voti della Lista Doria.

“Oggi ci troviamo all’atto pratico di definire una delibera che sposta semplicemente un atto tecnico, quello di adeguare il percorso sul Puc che sarà approvato nei prossimi mesi per il bisogno degli interferiti – ha spiegato il capogruppo Pignone – Con gli emendamenti che proporremo di inserire abbiamo sottolineato il fatto che si tratta di un‘opera pericolosa, pensata vent’anni fa. Su questo abbiamo fatto senza dubbio un passo avanti”.

Pd e Lista Doria firmano l’emendamento “sofferto ma condiviso. Siamo una maggioranza e dobbiamo andare avanti – ha sottolineato Pignone – La gronda non finisce qui, serve un’attenzione per il territorio che non può essere pensato solo come supporto per le infrastrutture, come testimoniano le recenti alluvioni”.

La lista Doria però probabilmente non voterà compatta, nonostante la richiesta esplicita del sindaco: “Stiamo verificando un equilibrio del gruppo e della maggioranza, è chiaro che si tratta di una delibera sofferta anche perché erroneamente questo documento è diventato simbolicamente un sì o no alla Gronda, ma tecnicamente non si tratta di questo”.

Dopo le scintille degli ultimi mesi, Farello torna conciliante. “Dal punto di vista del merito del provvedimento, credo che la maggioranza abbia dimostrato un grado di maturità all’altezza della situazione – ha commentato – abbiamo lavorato su un testo che emendasse la delibera, l’abbiamo condiviso”.

Ora per i democratici gli auspici sono due: da una parte il lavoro “serio ma non semplice” di mediazione deve produrre anche consenso, dall’altra le tensioni di maggioranza registrate non dovranno ricadere sulle partite future.

“La difficoltà su questa delibera non deve minare la stabilità della maggioranza – ha detto ancora Farello – speriamo sia un convincimento collettivo. Davanti abbiamo la sfida fondamentale del Puc, alla vigilia del passaggio definitivo di approvazione di adozione, per cui resto fiducioso”. E poi la speranza di poter votare un bilancio preventivo, prima della metà dell’anno. Senza dimenticare le situazioni contingenti, vedi il tema rifiuti. “Ma partiamo da posizioni simili, se c’è la stessa volontà di lavorare sul merito, come in questo caso, potremmo dare le soluzioni che la città si aspetta”, ha concluso il capogruppo Pd.

Intanto in Aula il dibattito continua: ordini del giorno ed emendamenti sono saliti di numero, toccando quota 500. Plichi di documenti depositati, su cui il consiglio comunale farà le ore piccole. In riunione di capigruppo, chiesta in serata da Lilli Lauro (FI), si è deciso di contingentare gli interventi, anche se c’è tempo fino alle 22.30 per presentare ulteriori odg (quindi potrebbero lievitare ancora). Dopo un’interruzione per la cena, alle 21.15 si ricomincia: ogni gruppo ha un’ora per le dichiarazioni di voto.

Ha da passà ‘a nuttata, o per dirla come il capogruppo 5Stelle, Putti “portatevi il sacco a pelo”. Non sarebbe, del resto, la prima volta: nell’era Pericu durante l’approvazione del bilancio i consiglieri comunali furono costretti a dormire in aula, per il “filibustering”, allora, di due colleghi di Alleanza Nazionale.